DI NICOLA FRATOIANNI

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La burocrazia a volte sa essere davvero cieca e perfida.
I primi giorni di aprile i genitori di molti bambini affetti da autismo si sono visti recapitare dall’Inps di Bari una lettera di convocazione per una visita di controllo finalizzata ad accertare la permanenza dello stato di invalidità.
La legge esonera dai controlli chi è colpito da patologie di questo tipo, come è ovvio, perché purtroppo non vi è possibilità di guarigione.
Eppure non è bastato: per non perdere un misero sussidio di accompagnamento di 500 euro sono stati costretti a vivere una tensione, una sofferenza e una umiliazione del tutto inutili.
Come è potuto accadere? Il medico – a quanto riporta la stampa – avrebbe risposto ai genitori che ‘sono disposizioni che arrivano direttamente da Roma’.
Chiederemo al Ministro come sia possibile una cosa del genere.
E poi mi chiedo quanta ipocrisia dobbiamo ancora sopportare: ci si accerta con zelo eccessivo di non dare sussidi in eccesso, anche quando c’è piena certezza del diritto, e poi si fanno tagli all’insegnamento di sostengo nelle scuole, per fare un esempio tra i tanti.
Altro che diritti, questo sono rovesci nei denti.
Non deve accadere mai più.
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