DI FABIO BALDASSARRI
Sulla vicenda del padre di Matteo Renzi fu pubblicato, su Alganews del 5 marzo u.s., un editoriale intitolato “Matteo e Beppe uscite dai vostri blog”  (vedi: https://alganews.wordpress.com/…/leditoriale-matteo-e-bepp…/) firmato dal direttore Lucio Giordano. Lo condivisi sulla mia bacheca Facebook intuendo come fosse importante tenerne viva la presenza, a futura memoria, visto il florilegio di accuse e contraccuse che circolavano in quei giorni circa alcune affermazioni di Renzi a “Porta a Porta” su cui si era scatenata la verve polemica di Beppe Grillo. Rilevo a questo punto, se ce ne fosse ancora bisogno, che quell’editoriale aveva davvero un fondamento.
Non sono interessato a fare altre considerazioni sulla complessa e discutibile personalità di papà Tiziano dopo la scoperta che non sarebbe stato il costruttore Alfredo Romeo ma Italo Bocchino, ad avere pronunciato certe frasi intercettate ma mal riportate dal capitano dei carabinieri Giampaolo Scafarto del Noe che, al tempo, portarono a un avviso di garanzia nei confronti del suddetto Tiziano. Colgo, tuttavia, un clima di strumentalizzazione in giro per cui corre l’obbligo di ricordare che non tutta la stampa si acconciò ad affrontare la questione della famiglia Renzi nello stesso modo. Ad esempio (basta leggere quell’editoriale) non lo fece Alganews.
Corre, però, anche l’obbligo di ricordare che ugualmente  nessuno dovrebbe profittare dell’attuale circostanza per fingere che il procedimento giudiziario in questione non ha più ragione di essere per ciò che riguarda gli interessi per niente chiari del Romeo riguardo agli appalti Consip nonché per le indagini irreversibilmente danneggiate quando il ministro Luca Lotti, al tempo dei fatti sottosegretario alla presidenza del consiglio, avrebbe messo sull’avviso gli intercettati onde consentire loro di bonificare (come si dice in gergo) gli ambienti sottoposti a sorveglianza.
Questa cosa (insieme ad altre) la dichiarò ai magistrati l’amministratore delegato di Consip Luigi Marroni e la confermò il presidente della fiorentina Publiacqua Filippo Vannoni. La giustizia, perciò, continui a fare il suo corso (per una volta sono d’accordo con l’ex segretario/premier del Pd), ma lo faccia sino in fondo e senza dimenticare che sia Lotti, sia Marroni, sia Vannoni, sono in vario modo collegabili all’inner circle renziano. Anzi: in proposito sarà lecito domandarsi perché Lotti, quando in Parlamento intervenne per spiegare la sua posizione, anziché dire “potrei querelare i miei accusatori”, non disse “li ho querelati”.
Nell’ordinamento giuridico italiano, difatti, l’azione penale viene esercitata d’ufficio salvo i casi in cui la legge esige la presentazione di una querela che è condizione di procedibilità. E in questi casi rientrano, per l’appunto, i delitti a tutela dell’onore in considerazione del fatto che la risonanza data al reato dal processo (cosiddetto “strepitus fori”) può aggravare il pregiudizio per la persona offesa. Viene lasciata, cioè, alla volontà della persona offesa la scelta di consentire il perseguimento dei delitti preveduti dagli articoli 594 e 595 c.p., e la disciplina della querela da parte della persona offesa risulta dall’articolo 597 c.p..
Ragion per cui, se Lotti continua a minacciare querele ma non procede, è lecito domandarsi se ciò non possa avvenire in virtù di due ipotesi: o si sa già che Marroni e Vannoni ritratteranno (ma allora non si capirebbe perché proprio loro rilasciarono dichiarazioni mendaci) oppure si teme che confermino tutto, nel qual caso l’autorità giudiziaria dovrà procedere in conformità nei confronti di Lotti. Se poi le dichiarazioni di Marroni e Vannoni fossero già comprovatamente mendaci, non si capirebbe neppure perché la parte politica che li ha messi al loro ragguardevole posto si ostini a tenerceli ancora.
Ciò premesso, pare ovvio che qualora la vicenda giudiziaria non facesse rapidamente il suo corso e/o subisse intoppi e rallentamenti che al momento non sono prevedibili, la tesi ventilata in queste ore circa un complotto (non si capisce da parte di chi, né con quali obiettivi) prenderebbe davvero una piega inquietante.
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