DI ANNA LISA MINUTILLO

Un altro viaggio per smettere di soffrire, viaggio che comporta ore di macchina per farla finita lontano da casa perchè in Italia è vietato il suicidio assistito, l’eutanasia. Un viaggio segreto che ha come destinazione la Svizzera. Un viaggio che si ripete dopo la morte a Zurigo di Dj Fabo, il giovane rimasto completamente paralizzato in seguito ad un incidente stradale.
Ad intraprendere questo viaggio è Davide, 53 anni, malato di sclerosi multipla da quando ne aveva 27, assistito in questi anni da sua madre. Partito da un paese della Toscana verso il confine elvetico accompagnato da Mina Welby. Ad aiutarlo l’associazione Coscioni, il sito soseutanasia.it che si è prodigato per raccogliere i soldi che serviranno per il suo suicidio assistito. Davide non disponeva dei mezzi, ovvero dei diecimila euro che vengono richiesti oltre confine per dare una fine dignitosa. La decisione di farla finita prima che la malattia gli consumi l’esistenza che giorno dopo giorno si è ridotta ad un inferno privato. I dolori presenti sia di notte che di giorno stanno facendo di lui una persona accartocciata su se stessa al punto da vedere nella sua fine un viaggio di liberazione da questo inferno che è costretto a vivere sulla terra.
Aveva 27 anni Davide e faceva il barista fino a quando all’improvviso si è scoperto malato non sentendo più una parte del suo corpo, completamente insensibile agli stimoli ed al dolore.
Davide ha resistito per vent’anni davanti al progredire della malattia, ha dovuto fare i conti con le amicizie che venivano meno e con una fidanzata che non potendone più,  senza mezzi termini gli dice : “non voglio un invalido” lasciandolo davanti a casa della anziana madre. Il dolore lo ha piegato e la vita che vive non riesce più a sentirla sua . L’ anno scorso ha detto basta ed ha trovato il coraggio di comunicare a sua madre, che lo assiste quotidianamente, il suo desiderio di farla finita. L’ha pregata di scrivere in Svizzera alle associazioni, ad una clinica , per capire se fosse possibile andarsene e cosa avrebbero dovuto fare oltre a chiedere quanto sarebbe costato l’ultimo viaggio che lo avrebbe accompagnato verso la fine delle sue sofferenze.
Quando è arrivata la risposta dalla Svizzera per Davide è stato come se finalmente lo spiraglio che aveva intravisto si potesse tramutare in realtà . La cifra richiesta ammonta a quasi diecimila euro,  una somma impossibile per lui che prende 790 euro di pensione al mese con cui devono sopravvivere in due. Ha deciso così di chiedere aiuto a soseutanasia.it,il sito di Marco Cappato, Gustavo Fraticelli e Mina Welby. Lanciando un appello attraverso Libero ed aggiungendo i suoi risparmi uniti a quelli della madre ha raggiunto la cifra necessaria per poter porre fine ad una vita che non gli appartiene piu’.
Un tema sempre controverso questo che lascia spazio a considerazioni personali. Scelte che nessuno ha il diritto di giudicare, che nessuno se non vive direttamente è chiamato a sminuire o a prendere con leggerezza.
Una legge per poter scegliere di smettere di accontentarsi di sopravvivere e di sentirsi almeno per un attimo liberi , di non subire ma di poter disporre di ciò che resta di una pseudo-vita sarebbe auspicabile , per non rendere il tutto oltremodo doloroso in questo paese che fa spostare le persone alla ricerca di un lavoro che possa fornire i mezzi per vivere, e poi costringe a fare la stessa scelta quando si tratta di morire .
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