DI BARBARA PAVAROTTI

Marcello Pera è stato l’ideatore e il fondatore di Imt. La nascita nel novembre 2005 di questa scuola di specializzazione post universitaria la si deve a lui, che all’epoca era presidente del Senato nel terzo governo Berlusconi . Cosa pensa il professore lucchese della bufera che si è scatenata sul gioiello da lui voluto e creato?
Assisto e non intervengo, del resto già da oltre 10 anni ne sono uscito completamente. Io l’ho inventata, ho ideato la formula pubblico-privato, con risorse lucchesi e statali, sono riuscito a mettere d’accordo tutte le parti in causa e, quando la scuola ha cominciato a funzionare, me ne sono disinteressato, lasciando a Lucca in eredità una bellissima cosa”.
Presidente, ma non si è fatto una sua idea sul perché ora la scuola venga così attaccata tramite il “grimaldello” della tesi del ministro Madia?
No. Della Madia non so nulla. So però che voi giornalisti continuate a sbagliare. Su Imt vedete il dito e non la luna. Cercate la luna, il problema è altrove”.
Aiuto, presidente, se lei sa qualcosa ce lo dica, ci faccia capire. Ci sono di mezzo, come al solito, interessi politici che mirano a distruggere il buon nome dell’Imt?
Non dico nulla. Se siete tanto bravi dovete capirlo da soli. Chiedete a Lattanzi, a chi vi pare. Ripeto: non guardate il dito, andate oltre”.
Si tratta dell’ennesimo siluro offerto in pasto ai media per minare il già traballante potere renziano? La mia sensazione è che la storia della tesi della Madia sia una polpetta avvelenata buttata là per fregare qualcuno.
Siete fuori strada. Cercate nell’Imt. Tutto quello che sto leggendo porta fuori pista”.
Allora c’è di mezzo la vecchia storia, riportata a galla da Il Fatto, dell’eventuale assunzione come docente all’Imt del figlio di Lattanzi, il presidente in uscita della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, finanziatrice della scuola?
Stupidata. L’Imt assume tramite bando e concorso. Per meriti” (ndr: ci sono criteri di selezione precisi basati sulla valutazione di commissioni internazionali e della commissione scientifica nazionale del Miur, ministero istruzione università e ricerca. Il figlio di Arturo Lattanzi, Nicola, è professore associato di economia aziendale a Pisa ed è stato membro dal 2009 al 2011 del consiglio direttivo dell’Imt).
Allora è una lotta fra università, fra potentati universitari, con realtà più grandi desiderose di incorporare Imt?
A questa domanda Pera risponde col silenzio. E continua a dire: “Scavate, tutto quello che è stato scritto finora non conta nulla”.
Insomma, presidente, qui sembra il gioco degli indovinelli: ci dia un indizio, accidenti, mica abbiamo la palla di vetro.
No”.
Va bene, ci lascia così: il “giallo” dell’Imt, con la sua buona dose di suspance.
Sì.
Allora, facciamo un passo indietro. Nel 2006, pochi mesi dopo la nascita della sua creatura, ci furono infinite polemiche da parte della sinistra, in prima linea l’allora presidente della provincia Tagliasacchi e l’onorevole Raffaella Mariani. Accusavano l’Imt di essere “un suo giocattolo”.
Stupidate. Ovvio, l’avevo fondata io e non gli piaceva. Se l’avessero fondata loro andava bene”.
E poi che è successo, si sono calmati dopo la sua uscita?
Io ne sono uscito per mia decisione. Si sono calmati perché la scuola ha cominciato a funzionare e ad avere successo. Sono arrivati i finanziamenti di Giurlani, l’allora presidente della Fondazione Cassa di Risparmio, morto nel 2009, e tutti sono stati zitti”.
Veniamo a lei. Ha rinunciato alla politica lucchese?
“LiberaLucca è chiusa, per mia decisione. Fa qualche convegno, ma nulla di più”.
Che ne pensa della gaffe di Francesco Colucci, suo sostenitore, che ha pubblicato sul blog “L’Asinone” la foto di due ragazze nude in un contesto politico?
Colucci non lo sento da tempo”.
Come giudica la candidatura centrista di Donatella Buonriposi a sindaco di Lucca?
Non c’entro nulla. Faccia come crede”.
Mi scusi, le sottopongo una mia ipotesi su questa candidatura: vista dall’esterno a me sembra una lista-civetta, di quelle cioè che servono a sottrarre voti al candidato di destra Santini e quindi ad appoggiare in un eventuale ballottaggio la presunta sinistra di Tambellini. Avrà, se ottiene voti, qualche assessorato e qualcosa comunque conterà. Il marito di Donatella Buonriposi è dirigente Kedrion, l’azienda del gruppo Marcucci e il senatore sostiene Tambellini.
Lo dice lei, non io. E ora, mi scusi, ma devo lavorare. Risentiamoci quando avrà scoperto qualcosa”.
Finisce qui l’interessante conversazione con Marcello Pera. Tutti i dubbi e le domande rimangono in sospeso. La “caccia” alla verità è aperta.
http://www.lagazzettadilucca.it/economia-e-lavoro/2017/04/pera-su-imt-e-madia-siete-fuori-strada-scavate-se-volete-trovare-la-verità/
Advertisements