DI ANNALISA PANNARALE

ANNALISA PANNARALE

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Accade a Bari. Là dove vivi da anni, là dove studi, lavori, ami e lotti ogni giorno. Là dove un giorno, con altri compagni di viaggio, hai deciso di sottrarre uno spazio pubblico all’accidia istituzionale e all’abbandono per restituirlo alla vita e alla passione. Passano gli anni, accade che ricevi un foglio di Via. Devi lasciare la città, la tua città, e con essa impegni, relazioni, amori. Nessun reato, nessun crimine, eppure sei indesiderato, espulso, cacciato. Hai avuto la colpa di dissentire, di pensare criticamente, di combattere leggi ingiuste. Accade a Bari, nel tempo del decoro, che è un modo più pulito per chiamare la repressione, per eliminare poveri, diseguali, migranti e ribelli. Accade nel tempo dei decreti di Minniti, che è solo l’ultimo, tra tanti maestri di orrendo decoro e vile sicurezza.
Oggi è accaduto a quattro compagni, domani può accadere a chiunque.
A tanta violenza e a tale criminalizzazione bisogna reagire: disobbedienza, solidarietà e mobilitazione.
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