DI MARCO ERCOLI

L’agenzia di stampa Sana, citando una fonte del Comando Generale dell’Esercito siriano, riporta che un raid aereo della coalizione internazionale a guida statunitense abbia causato “l’esplosione di un enorme magazzino con all’interno armi chimiche” nella provincia di Deir ez-Zor, nel nord-ovest della Siria, quasi interamente nelle mani dei terroristi. Tra le persone uccise durante l’attacco degli Stati Uniti ci sono numerosi civili che hanno inalato le sostanze tossiche fuoriuscite. “L’aereo della coalizione guidata dagli Stati Uniti ha lanciato un attacco contro lo Stato islamico. Ha colpito un suo deposito dove c’erano molti combattenti. E’ apparsa subito una nuvola bianca e poi gialla, ad indicare un gran numero di sostanze tossiche fuoriuscite. Un incendio presso il sito è continuato fino alle 22:30, ora locale, si legge nella nota del comando Generale dell’Esercito siriano. Si ribadisce che “un gran numero di civili siano morti da inalazioni di sostanze tossiche”. Questo incidente conferma la capacità dei terroristi ISIS “di ottenere, trasportare, immagazzinare e utilizzare armi chimiche” contro i civili e le forze armate della Siria, ha aggiunto la nota, ribadendo che le forze del governo siriano “non hanno alcun arsenale chimico”, come testimoniato dalle stesse Nazioni Unite e dagli Stati Uniti. Gli ufficiali militari anche avvertono del “rischio che i gruppi terroristici continuano ad usare armi chimiche contro i civili”. La notizia del bombardamento di Washington e i suoi alleati sul deposito dell’Isis che ha prodotto fuoriuscite tossiche arriva proprio mentre gli stessi accusano Damasco per il presunto attacco chimico ad Idlib. Il Ministero della Difesa russo ha dichiarato che l’attacco aereo nei pressi di Khan Shaykhun è stata effettuata con aeromobili siriani, che hanno colpito un deposito dei terroristi che aveva al suo interno armi chimiche arrivate dall’Iraq.
Il presidente siriano Bashar al-Assad in un’intervista alla France Press parla per la prima volta dopo il lancio di missili Usa che hanno colpito la base aerea di Shayrat e assicura che l’attacco dei missili americani lo scorso 7 aprile non ha scalfito minimamente l’aeronautica siriana: “La nostra potenza di fuoco, la nostra capacità di attaccare i terroristi non è stata intaccata dagli Stati Uniti”. Inoltre Assad assicura di non possedere armi chimiche di alcun tipo. Infatti Damasco “ha consegnato tutte le armi chimiche diversi anni fa” all’Onu, dopo l’attacco chimico a Goutha del 2013, ma “anche se avessimo ancora armi di quel tipo, non le useremmo. Il raid chimico contro Khan Sheikhun – città nella provincia nord-occidentale di Idlib sotto il controllo dei ribelli (ndr) – non è mai avvenuto. E’ UN’INVENZIONE al 100 per cento. Noi intendiamo lavorare con i russi in vista di un’inchiesta internazionale. Ma deve essere imparziale. Possiamo permettere un’inchiesta se, e soltanto se, sia imparziale e ci garantisca che paesi imparziali prendano parte, per essere sicuri che non sia utilizzata a fini politici”.
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