DI RUGGERO PO

RUGGERO PO

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Reddito medio disponibile, indice di diseguaglianza, tasso di mancata partecipazione al lavoro e emissioni di CO2 e di altri gas clima alteranti sono i primi quattro indicatori del benessere che il nostro governo ha inserito tra gli indicatori da inserire nel Documento di Economia e Finanza per un benessere equo e sostenibile.
“Il paese si trova in una fase di transizione verso una crescita più solida, sostenibile e inclusiva, la stiamo inseguendo: è necessario rafforzare questa fase, capitalizzare la strategia di benefici delle riforme recenti che sta continuando e in cui il Governo è pienamente impegnato” ha detto il Ministro dell’Economia Piercarlo Padoan, pertanto nel Def in via di adozione da parte del Consiglio dei Ministri ci sarà la sperimentazione dell’evoluzione passata e futura dei quattro indicatori.
Temi che oggi ho commentato con uno tra i giornalisti più esperti del settore, Donato Speroni, autore del blog “Numerus” sul Corriere della Sera, del saggio “2030 La tempesta Perfetta e responsabile della comunicazione dell’Alleanza per lo Sviluppo Sostenibile. Il Pil è destinato a perdere di peso specifico? Che cosa significa tutto questo per la ripresa? Qualcosa a che vedere con la classifica della felicità?  C’è la speranza che i partiti inseriscano questi temi nei loro programmi?

 

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