DI PAOLO DI MIZIO

Ho appena letto un articolo del collega Glauco Maggi per Libero, intitolato “I missili, la superbomba, la guerra: così Trump ha salvato la poltrona”, sul quale sono in completo disaccordo.

Io sono tra quelli che auspicavano la vittoria di Trump sulla Clinton, pur trattandosi di scegliere tra la peste e il colera, in quanto la Clinton mi sembrava il male peggiore perché avrebbe sicuramente attaccato con un pretesto l’Iran (si parlava già di usare le atomiche “tattiche” o le cosiddette “mini atomiche”) scatenando una guerra disastrosa, dagli esiti sicuramente catastrofici soprattutto per l’Europa.

Ora mi guardo bene dall’approvare la svolta interventista di Trump, che da isolazionista è diventato il nuovo (presunto) superman del pianeta. Sopraffatto dalla sua inesperienza, dalla sua ignoranza politica, dalla sua inadeguatezza e dalla sua profonda incapacità di governare un paese e tanto meno un paese dalle responsabilità complesse e globali come gli USA, Trump ha imboccato una via “suprematista”, muscolare, militarista che nel migliore dei casi ci porterà tutti alla guerra.

Pertanto mi guardo bene dal sottoscrivere il peana di Glauco Maggi, per il quale il ruolo imperialista e sopraffattore dell’America è un dato positivo, come si evince anche dalla sua frase “esercitando il ruolo unico degli Stati Uniti a tutela della legalita’ internazionale, come e’ successo nella punizione ad Assad “.

Chi ha conferito all’America il ruolo di gendarme? Chi le ha assegnato il diritto di interferire in tutti in Paesi del globo? Di quale “legalità internazionale” si parla, di quella di bombardare a piacimento qualunque Paese non sia allineato agli interessi dell’America? Siamo dunque tutti sudditi dell’America e dobbiamo anche esserne contenti? Sono in totale disaccordo con questo atteggiamento servile.

L’unica cosa azzeccata dell’articolo è il titolo, purché vada interpretato. I missili sulla Siria e le attuali provocazioni alla Corea del Nord non servono per “salvare la poltrona” (nessuno può costringere Trump a dimettersi e l’impeachment, con entrambe le camere a maggioranza repubblicana, è semplicemente impossibile): per essere precisi, Trump non ha salvato “la poltrona”, ha solo risollevato il suo personale tasso di gradimento popolare che in soli 100 giorni era precipitato a minimi storici per un presidente degli Stati Uniti.

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