DI- STEFANO ALGERINI
Il “derbyno” toscano arriva pochi minuti dopo il termine di quello grande di Milano (va beh, di Milano… si fa per dire) e il risultato di quest’ultimo contribuisce a mettere un po’ di peperoncino alla Fiorentina che vede adesso quasi a portata di mano il posto Europa League, considerando lo scontro diretto da giocarsi al Franchi contro l’Inter la settimana prossima. L’Empoli da parte sua le motivazioni ce le dovrebbe avere naturalmente visto che, dopo aver dilapidato un vantaggio enorme con una serie di prestazioni al limite dell’osceno, sente ormai l’alitare del Crotone alle sue spalle. Dunque premesse incoraggianti per una partita divertente e combattuta, ulteriormente alimentate (una volta tanto) dalle scelte di Paulo Sousa che riporta nell’undici di partenza Chiesa e Saponara, unendoli a Bernardeschi, Tello e Kalinic. Cioè tutto il meglio della mercanzia disponibile sul mercato viola.
Ed in effetti l’inizio della partita sembra non tradire le aspettative: la Fiorentina parte brillante grazie alla spinta sulla destra di Chiesa ed al buon movimento dei due centrocampisti centrali Borja Valero e Vecino, l’Empoli però non sta lì ad aspettare e anzi pressa altissimo mettendo in difficoltà l’arrangiata difesa viola (Gonzalo Rodriguez non c’è per infortunio, al suo posto gioca Tomovic e non è la stessa cosa). Le occasioni fioccano da una parte e dall’altra: clamorosa quella divorata da Tello a tre metri dalla porta, ma niente male anche quella di Krunic che salta Tatarusanu ma si vede negare il gol da un grande ripiegamento di Bernardeschi che salva nei pressi della linea.  La Fiorentina reclama un rigore abbastanza netto per un intervento di Veseli che interviene in area con il braccio alto in stile “nostalgico”; però poi gradualmente perde mordente: Tello dimostra ancora una volta che a sinistra proprio non carbura, e anche Saponara e Bernardeschi faticano moltissimo a trovare la posizione. Kalinic dal canto suo battaglia da solo in mezzo ad una difesa che collassa volontariamente sul centro. Capita così che a dieci minuti dalla fine del tempo un azione dell’Empoli sulla destra (viziata perlatro da un chiaro fuorigioco) porta Thiam a crossare dal fondo, Tatarusanu si allunga goffamente e la palla arriva docile a El Kaddouri che, pur colpendo male, battezza in porta. 1-0 per gli ospiti e viola negli spogliatoi tra i fischi di delusione dei pochi presenti.
Ripresa: dopo un quarto d’ora di poco o niente Sousa decide di cambiare le carte in tavola: fuori Bernardeschi e Saponara, dentro Babacar e Ilicic. Lo sloveno, un po’ più vivo del solito, dà una scossa alla squadra e mette un bel filtrante per Borja Valero (in fuorigioco: e due!) che appoggia a Tello il quale scheggia la tibia di un difensore e riesce a mettere dentro il pari. A questo punto sembra che la viola possa fare strame dell’avversario ormai stanco e Ilicic colpisce l’ennesimo legno della stagione (siamo ai limiti della doppia cifra!) su punizione e poi Kalinic si vede, giustamente stavolta, annullare un bel gol di testa. Qui però la Fiorentina si sgonfia improvvisamente e misteriosamente. Dovrebbe essere il momento di giocarsi il tutto per tutto, tirare fuori il cuore a anche qualcosa situato un po’ più in basso, e invece l’ultima fetta di partita vede una viola in versione stracchino. Vacci a capire qualcosa…
All’ultimo minuto poi Mazzoleni e company decidono di concludere in bellezza la propria meravigliosa giornata arbitrale inventandosi un rigore per l’Empoli su una scivolata di Pucciarelli scambiata per un fallo di Borja. In stile romanzo classico russo va sul dischetto l’ex capitano viola di mille battaglie Pasqual: freddissimo non sbaglia e infilza senza pietà i suoi antichi colori. Non che la cosa cambi più di tanto per la Fiorentina, anche il pari toglieva qualunque speranza di rincorsa europea, ma così la viola ci rimette anche l’imbattibilità casalinga, ultima (piccolissima) bandierina da sventolare in questa triste stagione. Se ne riparla il prossimo anno. Per queste ultime partite invece servirà tanta tante pazienza.
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