DI GIACOMO MEINGATI
È andato dritto, Raz Degan, senza guardare in faccia a nessuno, e così ha vinto.
In Honduras la sua è stata la voce che si è sentita meno di tutte, ma le sue sono state le braccia che hanno lavorato di più.
In silenzio, Raz Degan, ha scavato, costruito, cacciato, lavorato, e ha vinto, senza bisogno di parole.
Ma forse Raz Degan ha vinto perché ha fatto la cosa più semplice di tutte: è stato se stesso,
e se sei nato nel kibbuz ebraico di Sde Nehemia, in Israele e sei arrivato a essere uno dei sex symbol più amati degli anni 90, significa che tu hai sempre fatto quello, anche prima che su di te si posasse lo sguardo delle telecamere:
Sei stato zitto, hai lavorato, non hai mollato, e hai vinto.
Ripercorriamola, la sua storia, in punti brevi.
1995: sul piccolo schermo delle tv italiane cominciò a girare uno spot in bianco e nero per un liquore tedesco, lo Jägermeister, e gli è bastato questo piccolo spazio, con quel lapidario “sono fatti miei” per lasciare il segno.
1996: uscì la pubblcità di Pino Silvestre che si concludeva con un suo malizioso “Questa sera io non ho fame”, che consolidò il suo personaggio e la sua fama in Italia.
2009: è il leggendario capo militare della Lega Lombarda Alberto da Giussano nel film di Renzo Martinelli “Barbarossa”.
2010: partecipa al programma di Milly Carlucci “Ballando con le stelle” in coppia con Samanta Togni, in cui dopo una partenza difficile arriva in finale fermato solo da seri problemi alla schiena.
Dal 2002 al 2015 ha avuto una profonda relazione con Paola Barale, l’unica che è riuscita in Honduras a addolcirgli il sorriso, su di lei ha dichiarato: “la amerò fino alla fine della mia vita.”
Ad ascoltare le dure parole degli antichi profeti, si deduce una cosa forse su Israele, la sua arida terra ti forgia, ti rende tosto, come lei, e così ha vinto Raz Degan, senza parole e lavorando duro, e poi, senza dire niente a nessuno, ha donato metà della sua vincita per i bambini in Siria.
Forse perché ha voluto aiutare bambini che ha visto da vicino, o forse perché seduto sulle dure pietre di Israele una volta un uomo disse che non c’è cosa più potente al mondo che una persona possa fare di un gesto di amore verso un bambino.
Advertisements