DI ENRICO ROSSI

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Povertà. Troppo poco e troppo tardi.
Si continua a violare gli articoli 2 e 3 della nostra Costituzione.
Dunque ci sarà, dopo anni di parole, forse tra un mese, un reddito di inclusione (485 euro al mese) per due milioni di persone che versano in condizioni di povertà assoluta.
Resteranno fuori altri due milioni e mezzo di poveri che non hanno di che vivere.
Se non fosse stato abolito l’Imu sulla prima casa per tutti, ci sarebbero state le risorse per completare l’intervento.
Quando di fronte allo spaventoso aumento della povertà e delle diseguaglianze lo Stato non garantisce a tutti una vita dignitosa, si violano i diritti fondamentali dei cittadini e i principi di solidarietà che stanno alla base del nostro contratto sociale.
Sono i principi che la nostra costituzione richiama agli articoli due e tre, affermando il dovere inderogabile della solidarietà e attribuendo alla Repubblica il compito di rimuovere gli ostacoli che impediscono lo sviluppo della persona umana e limitano la libertà e l’eguaglianza dei cittadini.
È evidente che, se manca di che vivere in modo dignitoso a milioni di cittadini mentre grandi ricchezze e privilegi si accumulano nelle mani di pochi e si decide di togliere le tasse indiscriminatamente a chi invece può pagare per aiutare i più bisognosi, si viola il dettato costituzionale.
La lotta alla povertà è giusta non solo per motivi etici ma anche economici. È noto infatti, come riconosciuto dalla maggioranza degli economisti, che le risorse destinate ai poveri si immettono immediatamente nel circuito dei consumi e contribuiscono così alla ripresa economica e occupazionale.
Articolo uno MDP si impegna perché la prossima legge di stabilità assicuri le risorse necessarie a garantire un reddito di inclusione sociale a tutti coloro che ne hanno diritto.
Costituzione della Repubblica Italiana
Art 2
La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalita`, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarieta` politica, economica e sociale.
Art 3
Tutti i cittadini hanno pari dignita` sociale [XIV] e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
E` compito della Repubblica rimuovere gli osta- coli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la liberta` e l’eguaglianza dei cittadini, im- pediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori al- l’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
Art 53
Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbli- che in ragione della loro capacita` contributiva.Il sistema tributario e` informato a criteri di progressivita’.
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