DI MARCO ERCOLI

Due presunti terroristi sospettati di preparare attentati durante la campagna presidenziale francese sono stati fermati a Marsiglia con l’accusa di “attacco imminente”.
Il nuovo Ministro dell’Interno Fekl nella dichiarazione ufficiale rilasciata da Place Beauvau, sede del ministero a Parigi, confermando le perquisizioni in corso a Marsiglia, avverte: “Il rischio terrorismo è più elevato che mai. Ci sono state prove di un attacco certo e imminente, alla vigilia del voto, rinvenute sul posto. Faremo di tutto per garantire la sicurezza di questo evento cruciale per la nostra democrazia e la nostra Repubblica. Per garantire la sicurezza dei candidati, dei loro uffici, dei raduni elettorali e dei comizi”. I due presunti terroristi sono di nazionalità francese ma non sono marsigliesi: Clément Baur, 23 anni è originario di Croix, nel Nord del Paese, Mahiedine Merabet, 29, è di Ermont, dipartimento della Val-d’Oise, nella regione dell’Île-de-France, sono stati catturati nel terzo arrondissement della città mediterranea perché “sospettati di un passaggio all’azione imminente”. Probabile obiettivo il gollista Fillon, ritratto in un fotomontaggio. Mobilitati 50mila tra agenti e gendarmi per il presidio dei seggi su tutto il territorio nazionale. Adesso la minaccia terroristica è certificata come “altissima” dai servizi francesi, dopo l’arresto a Marsiglia dei due giovani “pronti ad entrare in azione”. Nel loro passato hanno commesso reati non legati al terrorismo che li hanno già portati in carcere, nell’istituto di Sequedin, nel nord della Francia, dove sarebbe avvenuto un avvicinamento all’islam radicale per il quale erano già noti ai servizi. Sulla base delle informazioni in possesso dell’intelligence, Clément e Mahiedine erano ricercati per “associazione terroristica” e considerati “pericolosi” e “in grado di usare una falsa identità”. A Marsiglia i due avevano affittato un appartamento. Dalle perquisizioni nei diversi luoghi di Marsiglia riconducibili ai presunti terroristi sarebbero stati rinvenuti una pistola, una mitragliatrice e prodotti chimici potenzialmente utilizzabili per fabbricare esplosivo artigianale di tipo Tatp. Secondo Le Parisien, i due avevano anche diffuso online il video del loro giuramento di fedeltà allo Stato Islamico, triste e ormai consuetudinaria premessa all’entrata in azione. Le Figaro invece riporta una fonte che attribuisce ai servizi segreti britannici “l’informativa iniziale sulle intenzioni dei due individui già noti ai servizi di intelligence”. Mentre il presidente Francois Hollande esulta e loda la sua intelligence per una “cattura rimarchevole” a solo cinque giorni dal voto per il primo turno delle elezioni presidenziali, il tema della sicurezza torna prepotentemente in primo piano nella campagna elettorale. Fillon potrebbe essere stato l’obiettivo dell’imminente attacco terroristico. Infatti il candidato gollista compariva in un lugubre fotomontaggio di cui disponeva uno degli arrestati: Fillon sulla prima pagina del quotidiano Le Monde del 16 marzo, sovrastato dalla bandiera nera dell’Isis e da un mitragliatore, assieme a una scritta di richiamo alla legge del taglione. Inoltre, aggiunge questa volta Le Parisien, nel video del giuramento di fedeltà all’Isis di Clément e Mahiedine sarebbe visibile un’altra prima pagina corredata della foto di un candidato all’Eliseo. Le Parisien ritiene che si tratti del quotidiano La Provence del 12 aprile, che il candidato sia sempre Fillon e che quella foto gli fosse stata scattata durante un comizio al parco Chanot di Marsiglia.
Il ministro dell’Interno francese, Matthias Fekl, dichiara che la sicurezza è stata rafforzata in tutta la Francia per garantire sia l’incolumità dei candidati sia lo svolgimento pacifico del voto. “Facciamo tutto il possibile”, sottolineando la mobilitazione su tutto il territorio nazionale di 50mila tra poliziotti e gendarmi per il presidio dei 67mila seggi, in appoggio alla Opération Sentinelle, scattata per decisione del presidente Francois Hollande dal gennaio 2015, dopo Charlie Hebdo, e mai conclusa, con oltre 10mila militari e circa 5mila agenti di polizia a far da sentinella in una Francia in costante stato d’emergenza contro il terrorismo.
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