DI ROBERTO SCHENA

Prosegue la campagna d’immagine per far apparire Milano come una smart city, addirittura nel novero delle prime 12 al mondo per efficienza e globalità. Io vorrei solo ricordare che è tra le peggio inquinate al mondo, con pochissimo verde e terribilmente bollente d’estate, un indice di edificazione degno di Hong Kong, l’assenza quasi totale di parchi urbani e di parcheggi all’interno dell’abitato, le intere fasce periferiche dimenticate, i quartieri popolari mal gestiti e abbandonati a se stessi, i borghi storici degradati e le cascine mal messe, il parco agricolo più grande d’Europa ridotto a discarica, il carovita alle stelle in ogni campo, l’assenza di un impegno nel mondo giovanile, la disoccupazione crescente, l’assenza di crescita e di prospettive economiche, di un’identità legata al territorio, l’enorme spreco di denaro pubblico in autostrade inutili e dannose per l’ambiente, o per iniziative di richiamo senza beneficio per la città ma solo per la speculazione, come Expo, appunto.
Sotto, quello che resta di Calvairate

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