DI ALESSANDRO ALBANO (nostro corrispondente da Londra)

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Londra. Tramite il portavoce, nella prima mattinata di oggi Theresa May aveva già fatto sapere che avrebbe parlato dal numero 10 di Downing Street, creando numerose aspettative nelle agenzie di stampa britanniche. Tutti i più importanti annunci politici vengono infatti pronunciati di fronte alla residenza ministeriale. Nella sorpresa generale, il primo ministro britannico ha annunciato questa mattina le elezioni anticipate per il prossimo 8 giugno.

Theresa May, ha spiegato che l’esito delle nuove elezioni darà più sicurezza e stabilità nelle future negoziazioni con l’Unione Europea, viste le forti divisioni dentro il parlamento. “In questo importantissimo momento per la nazione dovrebbe esserci unità qui a Westminster – ha detto il primo ministro – la nazione si sta riunendo, ma Westminster no. Nelle ultime settimane, il Labour party ha minacciato di votare contro l’accordo che verrà raggiunto con Bruxelles. I Liberal-Democratici hanno detto di voler bloccare le azioni del governo; l’SNP voterà contro la legislazione che revoca formalmente la membership britannica dall’UE”. Secondo Theresa May, contrasti interni al parlamento aumenterebbero il rischio di un accordo mancato, con forti conseguenze interne per il Regno Unito. “Le elezioni anticipate sono necessarie e dobbiamo farlo ora, perché abbiamo la straordinaria opportunità di farlo quando l’Unione Europea è ancora al tavolo per discutere le sue posizioni in merito agli accordi” ha proseguito la May.

Secondo legislatura, le prossime elezioni si sarebbero dovute tenere nel 2020; quindi dopo la fine delle trattative per la Brexit. La stessa Theresa May aveva in passato escluso possibili elezioni anticipate. Ma con una maggioranza parlamentare non sufficiente, e un parlamento che promette battaglia interna nelle negoziazioni in merito, un numero di seggi più ampio frutto di una larga rappresentanza popolare permetterebbe al governo May quella sicurezza politica necessaria per affrontare delle negoziazioni che si prospettano tutt’altro che lineari.

 

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