DI GIANFRANCO ISETTA

Seguendo a volte il mutare del vento
rivedo d’esser stato come foglia.
Ora che tocco a terra lento, e spenta
ogni ragione per puntare al cielo,
m’ accovaccio al caldo delle mie sere
disteso sulle membra rugginose.
Se sembra irraggiungibile l’interno
di un tempo, che si pensa sogno eterno,
è buona solitudine da accogliere
quella che mi accompagna ad una soglia
dove c’èsempre un ramo che mi invita
ad un ritorno che metta germogli.

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