ÒDI MASSIMO WERTMULLER

Dunque, io non dico di condividere una battaglia e chi la sposa, che avversa la morte orribile perpetrata ai danni di creature innocenti, pure cucciole, per qualche menù di qualcuno che potrebbe invece scegliere diversamente, di condividere una battaglia per la vita e i diritti ad essa di tutte le creature viventi, anche se questa condivisione mi sarebbe sembrata facilissima. No, non arrivo a parlare di condivisione, ma almeno di rispetto, di comprensione, di ascolto va’. Invece, ancora adesso, addirittura c’è il deprezzamento, l’avversione, la derisione, ovviamente sulla pelle di quelle povere creature, come se stessimo parlando di schieramenti da gioco di società, di squadre di calcio, o di gusti sul caffè più ristretto o no, e non della vita e della morte orribile con il suo mercato dietro, un atteggiamento, questo, incomprensibile fatto per amore di una polemicuccia da quattro soldi o per avere il proprio momento di esposizione. Anche ieri, mi ritrovo un momento a passare da Vespa, cambiando col telecomando, e mi imbatto su lui che da’ la linea ad un servizio sulla pasqua vegana ammiccando con quell’altro simpaticone sempre presente del dietologo (?) carnista. A parte che sulla 7 andava invece un servizio che certificava la complicità della carne col cancro, come sempre sostenuto, del resto, da Veronesi, che non ne mangiava mai, ma comunque, perchè? Perchè non lasciare svolgere un compito ritenuto importante e necessario da chi vuole farlo? Sembra che ci sia chi non accetti di essere disturbato mentre mangia la fettina. E non è un atteggiamento stimabile, anzi. Sono convinto che chi si prende gioco di quelle creature e dei vegani sia capace di altre mancanze di empatia. Non è mai accettabile l’offesa, l’insulto, e neanche la derisione, da qualunque parte arrivi, pure dai vegani, ma come si può ridurre a rottura di palle, esagerata, sbagliata, una battaglia come quella degli animalisti, che opera perchè si trovino altre forme di alimentazione che non ammazzano nessuno. Lasciando magari il mercato della carne per i carnivori veri, che hanno un intestino lungo 10 volte meno del nostro, che non possono scegliere, come invece possiamo fare noi, e che si ammalerebbero, morirebbero, senza la carne. E magari anche pensando a morti dolci (per animali adulti , mai per cuccioli) che al momento comunque non sono manco pensate. In ogni caso, togliendo dal mercato, con la nostra scelta, almeno la carne che mangeremmo noi faremmo un regalo meraviglioso a quelle creature e all’ambiente. E allora? Anch’io c’era un tempo in cui mangiavo carne, e sono circondato da amici cari che mangiano carne, e io non giro certo con la frusta, e nessuna legge vieta a nessuno di mangiare quello che gli pare, almeno mi risulta no? ,posso solo augurare a loro la stessa consapevolezza a cui dolorosamente sono arrivato io (sono stato ad un mattato io bisognerebbe passarci almeno una volta nella vita, prima di qualsiasi polemichetta) per cui nel piatto non vedo (più) una pietanza ma un pezzo di cadavere ammazzato orribilmente tra terrore, grida e dolore. E’ una specie di clic che scatta nel cervello e che nel mio è scattato sette anni fa circa. E comunque, per feroce ricerca di correttezza, mi definirei vegetariano, perchè ogni tanto, informandomi sulla provenienza, qualche ovetto o qualche pezzetto di fiordilatte mi scappa. Ma in assoluto io mi chiedo …come si fa ad essere così strenui difensori dell’indifendibile? Come si fa a non accettare manco l’idea che ci sia chi vuole difendere e amare, più di chi se le mangia, quelle creature che per me, e quelli come me, sono uguali a tutte le altre creature fragili e innocenti che non hanno voce e forza per difendersi da soli, che sono uguali a un vecchio, un bambino, una madre? Come si fa a rompere il ca….ldo del cuore in questo modo? Non riesco a capirlo. E’ brutta roba. E ci sarebbe persino da vergognarsi, invece che polemizzare….
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