DI CLAUDIA BALDINI

Perchè, al di là di sicuri brogli, metà Turchia rifiuta la democrazia? Perchè nonostante repressioni e incarcerazioni di giornalisti, docenti, ecc… la gente vota per Erdogan? Non è che lui abbia nascosto le sue intenzioni dittatoriali, ha chiesto libertà di essere l’uomo solo a comandare su tutti. Ed hanno detto va bene.
Certo la Turchia non è l’Italia di oggi, ma è subdola la democrazia come la formulano i governi. Tenete bene a mente: democrazia significa governo del popolo attraverso rappresentati liberamente eletti. Solitamente qual’è il grande inganno? Che i rappresentanti promettono tutti cose per il popolo, affinchè il popolo stia bene. Per lo più mentono, sanno bene che la politica è condizionata da quell’ 1% di poteri forti e ricchi che traggono il massimo profitto dai mercati a danno della grande massa che si impoverisce sotto i colpi di crisi indotte dalla Finanza e di imprenditori che scaricano il rischio di impresa totalmente sui lavoratori.
Quella grande massa non sta vivendo in democrazia, anche se vota liberamente ed ostinatamente coloro che mediaticamente più la convince, in quanto non dispone per colpa sua o di altri delle vere informazioni che potrebbero cambiare decisamente le loro scelte.
Ma già in ciò si annida il germe del consentire e considerare produttivo che una persona che loro delegano possa avere i massimi poteri. “Basta chiacchiere, ci vuole uno che faccia…”
E’ questa la chiave del successo renziano: accentrare i poteri per fare. Fare che? Quello che l’1%, attraverso l’Europa con la collaborazione di ministri economici, capi di governo e Associazioni imprenditoriali, vuole : governare senza ostacoli democratici tra i piedi.
La risposta italiana del 4 dicembre è stata NO. Ma se poi si deve tradurre politicamente questo NO, si vede che è diviso in mille rivoli di entità tale da potersi opporre a chi ha perso.
Ecco allora che sempre più si va a votare per vincere, per stare con i vincenti, per sentirsi parte di un 30% e non di un inutile 2, 3, 4%. Non c’è tempo in questa società di costruire cultura, solidarietà, uguaglianza. Non c’è modo di creare lavoro umano, tutelato, dignitoso e sufficiente per vivere decorosamente, perchè ciò potrebbe essere la negazione dell’economia globale dei mercati.
Non esiste democrazia senza affermare i connotati reali del vivere in democrazia. Che non possono essere solo il votare quando si è chiamati, mentre si rinuncia a partecipare, controllare, rivendicare insieme i diritti che ci spettano come persone.
I turchi hanno detto che non si possono cambiare le regole che governano il mondo, tanto vale affidarsi ad uno energico, stare dalla sua parte, significa avere possibilità di vivere.
Noi abbiamo un’altra Storia. Abbiamo ancora possibilità di non cadere nell’inganno, noi dobbiamo rifarci a Marx, noi dobbiamo pensare e costruire una società socialista.
E se tutti coloro che non sono per l’uomo solo al comando, ma per la democrazia reale nel mondo, mettessero sui loro tavoli di discussione la parola Socialismo, troverebbero unità di intenti.
Solo allora, lo spettro della Turchia sarà evitato.
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