DI ANNA LISA MINUTILLO

Arriva nel ddl biotestamento il principio del divieto dell’accanimento terapeutico con il conseguente riconoscimento del diritto del paziente di abbandonare totalmente la terapia. La modifica è contenuta in un emendamento del presidente della commissione Affari sociali della Camera Mario Marazziti . Dopo aver ottenuto parere favorevole dalla commissione attende di essere votato in Aula.
In base a quanto contenuto nel testo, “il medico, avvalendosi di mezzi appropriati allo stato del paziente, deve adoperarsi per alleviarne le sofferenze, anche in caso di rifiuto o di revoca del consenso al trattamento sanitario indicato dal medico. A tal fine, è sempre garantita un’appropriata terapia del dolore con il coinvolgimento del medico di medicina generale e l’erogazione delle cure palliative”.
Il testo risultante dall’emendamento Marazziti prescrive che “nel caso di paziente con prognosi infausta a breve termine o di imminenza di morte, il medico deve astenersi da ogni ostinazione irragionevole nella somministrazione delle cure e dal ricorso a trattamenti inutili e sproporzionati. In presenza di sofferenze refrattarie ai trattamenti sanitari, il medico può ricorrere alla sedazione palliativa profonda continua associata alla terapia del dolore, il tutto con il consenso del paziente. Il ricorso alla sedazione palliativa profonda continua o il rifiuto della stessa sono motivati e sono annotati nella cartella clinica e nel fascicolo sanitario elettronico”.
Qualcosa pare si stia muovendo per dare finalmente la possibilità a chi ha deciso di smettere di soffrire di poter essere libero di decidere della propria vita ma anche della propria morte, fatto estremamente privato e non giudicabile.

 

L'immagine può contenere: una o più persone e persone che dormono
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