DI MARUSKA ALBERTAZZI

Sei nello spogliatoio della piscina e magari un po’ ti vergogni. Il tuo corpo non è lo stesso di qualche mese fa. La pancia morbida, la cicatrice sopra il pube, il seno gonfio di latte con le vene in evidenza. Non sei più una ragazzina e il secondo figlio si è visto sul corpo di Monica Bellucci, figuriamoci sul tuo. Nello spogliatoio entrano donne che conosci, che non vedevi da un po’. Hanno i corpi di sempre, solo, con qualche anno in più. I visi di sempre, con qualche ruga in più. Niente pance morbide, niente cicatrici. Aperitivi, viaggi e tempo per non pensare. Tu fai la doccia al volo col piccolo che per miracolo dorme nel passeggino, dopo che il bagno lo hai fatto giusto per fargli provare l’ebbrezza dell’acqua. Ha riso, quanto ha riso, guardando suo fratello che scompariva e ricompariva sotto il suo naso. Sei stanca, molto stanca. Ma sorridi. Perché quella pancia è benedetta, perché ha portato il peso dei tuoi figli e quella cicatrice pure, perché gli ha salvato la vita. E per te il tempo non si è fermato, anzi, ma tutto scorre, tutto cresce, ed è faticoso ma giusto così. È la tua vita, è il tuo corpo, né meglio né peggio degli altri. Solo, quello giusto per te.

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