DI ENNIO REMONDINO

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I soccorsi nel Mediterraneo e le accuse alle Ong. Le organizzazioni non governative, nonostante l’importante contributo nel salvare vite, spingendosi troppo in prossimità delle coste libiche potrebbero ostacolare il contrasto ai trafficanti. Gli eroismi, gli aiuti, i dubbi.

Un terzo dei soccorsi di migranti in mare fatti dai privati, documenta Frontex.
I sospetti su Ong che sbarcano i disperati sempre e soltanto in Italia

Un dubbio che speriamo onesto, una polemica a volte forzata, un risultato comunque lacerante.
Organizzazioni di volontari impegnate e salvare vite, un terzo dei disperati che tentano la traversata del maledetto Canale di Sicilia, nel loro operare troppo a ridosso della costa libica,  favorirebbero di fatto il lavoro impietoso degli scafisti, ostacolando il contrasto ai trafficanti, denuncia Frontex.

Il diritto marittimo internazionale 
Ricerca, soccorso e salvataggio in mare, obbligo del comandante della nave, dei governi e dei centri di coordinamento del soccorso. Ma a preoccupare l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, la nuova Frontex, è l’attività svolta da alcune Ong impegnate nel soccorso in mare. Il loro contributo nell’affrontare l’emergenza migranti è innegabile. L’aspetto su cui si sta indagando proprio Frontex riguarda i modi del loro intervento. Tutte le convenzioni internazionali impongono l’approdo dei naufraghi nel più vicino porto dal luogo del soccorso. Sempre e solo Italia e mai Malta o Tunisia?
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http://www.remocontro.it/…/migranti-soccorsi-mare-ong-aiut…/
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