DI MITA MEDICI

PROVOCATION o forse no.
Sulla liberalizzazione degli orari e giornate di apertura di negozi, centri commerciali e attività varie ne leggo di tutti i colori, disgregazione familiare, messa domenicale, gita fuori porta, lavoratori sfruttati, piccoli negozi in ambasce…Beh, se la domenica si DEVE riposare perché Dio si riposo’ un tot di millenni fa ( per chi ci crede…) allora si deve fermare tutto. Trasporti, teatri, cinema, televisione, quelli che fanno click per mandarci l‘elettricità a casa, bar, ristoranti, ospedali, aerei, treni, scale mobili, Aci, internet, calciatori, tifosi, preti, fiere paesane e fiere cittadine, pedaggi autostrade, autovelox, ladri, poliziotti, benzinai con annessi cingalesi che ti aiutano per mancetta, stabilimenti balneari d’estate, sciistici d’inverno, luna park, farmacie di turno, insomma, tutti a casa la domenica, pure chi non tiene famiglia, pure chi è solo come un cane e non potrà nemmeno andare al cinema perché il gestore e il bigliettaio invece tengono famiglia e se vanno a lavorare la famiglia si disgrega…
Ho esagerato? E perché? Non è forse che c’è sempre qualcuno che lavora quando gli altri fanno festa? L’importante è che venga pagato equamente, che abbia le sue giornate di riposo e un dialogo col datore di lavoro in casi di necessità familiari o comunque straordinari. Anzi le aperture domenicali e festive potrebbero essere una opportunità di lavoro per chi se ne frega delle domeniche e festivi. La concorrenza si vince con la qualità del servizio reso, la gentilezza, la disponibilità E SOPRATTUTTO CON I LAVORATORI PAGATI IL GIUSTO, non col tutti chiusi o tutti aperti. Non siete d’accordo? Ok, facciamo qualche domenica di prova, NESSUNO che fa qualsiasi tipo di lavoro o servizio alla comunità, poi ne riparliamo. Ah ci sono le eccezioni?! Come al solito..
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