DI GERARDO D’AMICO
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Le leggi dovrebbero non solo ispirarsi, ma essere improntate alla giustizia, quella sostanziale, che fa prevalere tra due o più posizioni quella che più si avvicina al senso del giusto, che a sua volta rafforza l’appartenenza ad una collettività: se un sistema non è giusto, i cittadini tenderanno a non fidarsi, a cercare scorciatoie, prevarrá l’egoismo, si deciderà di farsi giustizia da soli.
Oggi la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza di assoluzione per cinque medici implicati nella morte di Cucchi. Ma quella sentenza del più alto grado giurisdizionale non servirà a niente, pur avendo stabilito che bisognerebbe rifare loro il processo che li aveva mandati assolti: domani, a 24 ore di distanza, quel procedimento va in prescrizione.
Questo non è giusto, perché cinque medici continueranno ad esercitare la loro professione col pesante sospetto di non aver curato, di aver in qualche modo provocato la morte di una persona. Chi lo saprà, tenderà a non fidarsi di loro, chi non li collegherà alla vicenda comunque ne trae un giudizio di impunità che non fa bene innanzitutto al sistema: quello medico, il carcerario, in definitiva alla società.
Sempre oggi si è saputo che il killer che stanno cercando da quasi due settimane per una serie di omicidi e rapine, Igor o come si fa chiamare, era stato portato in un Cie, per l’espulsione. Ma dato che nè la Russia nè la Serbia lo hanno riconosciuto come loro cittadino, è stato semplicemente rimesso in libertà con la promessa che se ne sarebbe andato dall’Italia.
Ovviamente così non è stato, per lui e per centinaia di altri criminali stranieri ed italiani, che fanno una rapida apparizione in carcere o nei centri di identificazione ed espulsione per tornare subito fuori: ne sanno qualcosa le donne poi assassinate dal marito denunciato per stalking, o quel ragazzo massacrato davanti ad una discoteca da uno ( sostiene l’accusa) arrestato con un forte quantitativo di droga ma rilasciato il giorno stesso.
Tutto questo nasce dal sovraffollamento carcerario da un lato, ma anche dalle successive depenalizzazioni di questi anni, per non far ingabbiare uno importante e famoso hanno stravolto il codice di procedura penale, con il risultato di tana libera tutti.
Questo non è un Paese giusto, per molti aspetti. E non è un Paese che garantisce giustizia. Quella vera, sostanziale, che farebbe dormire tranquilli la notte sapendo che se ti entrano in casa e ti difendi poi non sarai costretto a pagare i danni al signor ladro, nel caso inciampi e si faccia male.
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