DI IMMACOLATA LEONE
Il premier Paolo Gentiloni oggi è volato a Washington per un incontro formale con il Presidente americano Donald Trump.
Il corposo obiettivo italiano riguarda “la sicurezza nel Mediterraneo come caposaldo della stabilità globale”, gli immigrati, il G7 di Taormina di fine maggio, il rischio protezionismo e il nostro ruolo nelle missioni peacekeeping nel mondo, il dramma della Siria, e la Libia.
Punti importanti dove cercare di trovare un accordo comune per i rispettivi interessi.
Dopo il raffreddamento dei rapporti di Trump con Putin, il presidente americano dovrebbe vedere con occhio diverso e capire l’importanza geopolitica sia dell’Italia che degli altri paesi Europei.
Da buon statista forsse ha capito, o qualcuno gli ha fatto capire, che non gli conviene indebolire dl’Europa perchè ne trarrebbe beneficio la Russia.
Che Trump si sia ridimensionato nella sua ansiolitica andatura da Attila, lo si è capito dopo l’incontro avuto con il pragmatico presidente cinese Xi Jimping che pare gli abbia fatto rivere le sue politiche estere aggressive.
In tutto questo gioco di parti spunta l’Italia di Gentiloni che spera di poter riavvicinare un partner im portante come gli Stati Uniti, e se Trump si arrende all’establishment, se ne potrebbe avere un tornaconto nei rapporti commerciali d’oltreoceano.
Al Center for Strategic and International studies, il piu importante centro di analisi politica americana, Gentiloni ha cosi dichiarato:
«E’ arrivato il momento di lavorare insieme, Italia e Stati Uniti possono insieme contribuire a stabilizzare il Paese e Washington ci può aiutare ad esercitare la nostra leadership».
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