DI ANNA LISA MINUTILLO

“La musica è una cosa bellissima” questo è il messaggio che Ameen Mokdad, musicista iracheno vuole far giungere al mondo. “Contro ogni terrorismo o ideologia che limita le libertà”. Nel 2014 l’Isis prese il controllo della città di Mosul, la musica venne immediatamente vietata perché considerata come qualcosa di peccaminoso. I miliziani fecero irruzione nella sua casa e confiscarono tutti i suoi strumenti.
Nel 2014 l’Isis ha conquistato Mosul , Ameen, che suona dall’età di 10 anni, è stato costretto a fuggire a Baghdad.
Il violinista iracheno però non si è dato per vinto ed è riuscito a rientrare in casa e a recuperare alcuni strumenti musicali. Ameen ha trascorso diversi mesi a comporre ed a suonare di nascosto, allontanandosi da casa sua soltanto per recarsi ad acquistare qualcosa da mangiare.
Nel luglio 2016 Ameen è stato sorpreso in casa dalla polizia religiosa che ha minacciato di ucciderlo e così è stato nuovamente obbligato a fuggire.
“Volevo piangere e urlare per tutta la crudeltà che c’era” così racconta il suo stato d’animo dopo che nel febbraio 2016 la polizia religiosa uccise un giovane 15enne sorpreso ad ascoltare “musica occidentale”.
I violini sono considerati come figli da Ameen, figli che riescono a far superare il rumore della guerra e della violenza ricoprendoli con note a melodie che hanno il potere di unire , di andare oltre le differenze religiose , politiche , culturali fino a diventare un abbraccio che unisce .
Una storia di coraggio e di caparbietà, ma anche la testimonianza del coraggio di non arrendersi anche quando tutti gli eventi e le situazioni paiono non dare più speranza ne alternative.
Ora che l’esercito iracheno ha ripreso il controllo dell’area Ameen ha deciso di tornare nella sua città natale organizzando un piccolo concerto con il suo violino da tenersi tra le rovine della moschea di Giona, luogo caro sia ai musulmani che ai cristiani. L’evento è stato pubblicizzato attraverso i social network attirando così i curiosi.
La musica che riesce ad andare in luoghi circondati da macerie e rovine, la musica che riesce a colorare per qualche ora scenari in cui ha tanto sperato di poter tornare, la musica che traghetta sogni e che regala sguardi dimenticati.
Per una volta non storie di violenza e orrore ma una storia che ha il sapore del riscatto ed il coraggio di chi non si piega a qualcosa che non ha scelto di vivere e nemmeno di subire.

 

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