DI UMBERTO SINISCALCHI
Per la prima volta, un Tribunale ha stabilito che l’uso eccessivo e senza protezioni del cellulare, può causare il cancro. I giudici di Ivrea (Torino) hanno condannato l’INAIL a corrispondere un vitalizio ad un dipendente della TIM. Per 15 anni l’uomo, 57 anni, ha usato il telefono cellulare, per servizio, per più di tre ore al giorno. Risultato, si è ammalato di un neurinoma. Benigno, ma invalidante.
Nella sua perizia, il consulente nominato dal Tribunale, professor Levis, ha scritto che “le emissioni dei cellulari andrebbero catalogate come sicuri cancerogeni”. Di qui la decisione dei giudici.
La sentenza emessa il 30 marzo scorso, è destinata a fare giurisprudenza. Lo hanno sottolineato i legali del dipendente Tim, Renato Ambrosio e Stefano Bertone. “E’ la prima volta”, hanno sottolineato i due avvocato, “che un Tribunale riconosce il nesso di causa-effetto tra l’uso eccessivo e senza protezioni del cellulare e la possibilità di ammalarsi di cancro. Speriamo”, hanno concluso, “che la sentenza spinga ad una campagna di sensibilizzazione, che in Italia non c’è ancora”.
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