DI GIANFRANCO MICALI

Bisogna riconoscere a Matteo Renzi il diritto di primogenitura. E’ stato il primo leader ad usare una metafora calcistica dopo il referendum sulle trivelle. Disse, se ricordo bene, che aveva vinto
3-0 ,annettendosi tutti coloro che , non andando a votare, avevano fatto mancare il quorum.
Erdogan lo ha chiaramente copiato, accontentandosi di proclamare un modesto 1-0, dopo il suo referendum macchiato probabilmente da brogli. “Ma io ho comunque vinto”, si è vantato purtroppo a ragione, visto che è riuscito a trasformare la Turchia in una repubblica presidenziale, che sarebbe meglio definire dittatoriale, come dimostrano le carceri ottomane ricolme di giudici, giornalisti e professori.
Ecco, Renzi, che continua a rammaricarsi per la sconfitta referendaria del 4 dicembre, la smetta di dire che “gli italiani non lo hanno capito” o che “lui non è riuscito a farsi capire”. E’ nel suo interesse non essere accomunato minimamente a Erdogan, non solo in termini calcistici, ma anche in fatto di riforme costituzionali “miranti ad accrescere il potere governativo”.

p.s. A scanso di equivoci: non sto assolutamente asserendo che Renzi aveva intenzione di copiare Erdogan su un cammino fortemente antidemocratico, ma regalare troppo potere a un Governo è comunque sempre pericoloso. Se passava il SI’, poteva poi arrivare qualcuno persino più spregiudicato di lui. E questo gli italiani lo hanno capito benissimo.

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