DI NICOLA BORZI
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Apprezzo troppo il direttore di #Avvenire, Marco Tarquinio, per pensare che la sua “precisazione” affidata all’Agi sulle dichiarazioni di forte vicinanza tra il quotidiano della #Cei e il #M5S sia stata una vera presa di distanza. Tarquinio e’ direttore di un importante quotidiano e sa benissimo che una notizia “precisata” e’ una notizia data due volte: anche quando magari la “precisazione” e’ stata chiesta da ambienti curiali vicini al mondo governativo. Quanto poi a quei “tre quarti” di temi sui quali Cei e M5S hanno un idem sentire, credo che più che un endorsement si tratti di un appeasement. La Chiesa agisce da sempre in Italia come organismo politico: in quanto tale sa bene che la dichiarazione di “vicinanza” a una forza accreditata di un terzo dei consensi, nel momento in cui si rafforza l’ipotesi di elezioni anticipate, consente di porsi in posizione di minor svantaggio nel colloquio che potrebbe seguire quando il M5S dovesse occupare Palazzo Chigi. Non solo sui temi etici, ma anche sulle ben più prosaiche questioni fiscali ed economiche che alla Cei stanno sempre oculatamente a cuore. Come hanno rilevato pero’ molti analisti politici, la mossa di Tarquinio e’ un fenomenale indicatore della capacita’ di riposizionamento rapido della più conservativa tra le elite nazionali. Il che dovrebbe accendere una spia di segnalazione rilevantissima per le altre forze politiche: a partire dal Pd che invece pare muoversi in direzione sempre più accelerata in senso opposto alla parte cattolica della sua constituency. Facebook
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