DI GIULIO ALBANESE
https://alganews.wordpress.com/Secondo Stephen O’Brien, Sottosegretario generale dell’ONU per gli affari umanitari e Coordinatore delle emergenze in Nigeria, Somalia, Sud Sudan e Yemen, oltre 20 milioni di persone rischiano di morire di fame nel corso di quest’anno; di questi, 1,4 milioni sono bambini. Si tratta della più devastante crisi umanitaria, a livello planetario, dal 1945 ad oggi. Come rilevato da Anthony Lake, Direttore generale dell’UNICEF, la malnutrizione acuta e l’incombente carestia «sono principalmente causate dall’uomo» e per essere contrastate richiedono «azioni più veloci».
Da rilevare che l’ultimo rapporto Sipri (Stockholm International Peace Research Institute) – redatto da scienziati svedesi amanti della pace e che tengono costantemente sotto controllo i rantoli dei signori della guerra – restituisce con chiarezza la dimensione della crescita globale del business mondiale delle armi. Un giro d’affari salito a + 8% negli ultimi quattro anni e che i paesi occidentali hanno ipocritamente ribattezzato «mercato della difesa». Gli Stati Uniti sono al primo posto con il 33% delle armi esportate, seguiti dalla Russia (23%), dalla Cina (6,2%), dalla Francia (6%), dalla Germania (5,6%), dalla Gran Bretagna (4,5%) e dalla Spagna (3,5%). Quindi ci siamo noi, che ci accaparriamo il 2,7% della torta. Nel complesso, il business delle armi si spinge oltre la soglia dei 1.700 miliardi di dollari.
E dire che le Nazioni Unite hanno bisogno di 4,4 miliardi di dollari per scongiurare «una catastrofe» in Nigeria, Somalia, Sud Sudan e Yemen. E naturalmente fanno fatica a reperire le risorse economiche… Che tristezza! E poi – scusate lo sfogo – c’è qualche benpensante, qui da noi, che si domanda in che modo contrastare il fenomeno migratorio in modo efficiente… Altri ancora probabilmente si domanderanno: ma questi della Nigeria, della Somalia, del Sud Sudan e dello Yemen saranno “migranti economici” o “gente perseguitata” ? Chiedetelo a loro!

 

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