DI CHIARA FARIGU

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“Cadono nel nulla le accuse a Silvio Berlusconi per la presunta compravendita dei senatori. Un processo mediatico e senza riscontri oggettivi, partito dal nulla e finito nel nulla”. Questo il commento di Lucio Malan, senatore di Forza Italia, alla notizia della prescrizione emessa dalla Corte d’Appello di Napoli, dopo tre ore e mezza di Camera di Consiglio, presieduta da Patrizia Mirra. Prescrizione del reato anche per l’altro imputato, l’ex direttore dell’Avanti Valter Lavitola, entrambi accusati di aver pagato tra il 2006 e il 2008 l’ex senatore Sergio De Gregorio, eletto con Italia dei Valori, passato poi al centrodestra con l’obiettivo specifico di indebolire il governo Prodi che, al Senato, aveva una maggioranza alquanto risicata.
In 1° grado sia Berlusconi che Lavitola erano stati condannati a tre anni di reclusione per corruzione, mentre De Gregorio, dopo aver confessato di aver ricevuto tre milioni di euro, due dei quali in nero, ha patteggiato la pena (20 mesi di reclusione) in fase di udienza preliminare.
Ora attendiamo la sentenza della Corte di Strasburgo perché Berlusconi, comunque punto di riferimento indispensabile per milioni di italiani, possa essere giustamente candidabile”, ha concluso Malan.
Il sostituto procuratore generale Simona Di Monte nella sua requisitoria aveva sostenuto che entrambi sono responsabili dei fatti imputati ma non potevano essere puniti perché è trascorso troppo tempo dalla commissione dei fatti, datati tra il 2006 e il 2008. Oggi la prescrizione

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