DI VIRGINIA MURRU

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L’Antitrast ha aperto un’istruttoria nei confronti di Enel, Acea e A2A – che svolgono attività di operatori integrati nell’ambito della distribuzione di energia elettrica – al fine di verificare il  sospetto di “possibile sfruttamento commerciale delle caratteristiche anagrafiche e di fatturazione dei clienti”.
Si tratta di strategie riconducibili a condotte anticoncorrenziali nel campo specifico della vendita di energia elettrica. L’uso improprio dei dati anagrafici e di fatturazione relativI a clienti serviti in maggiore tutela, sembrerebbero volti a danneggiare i venditori di energia elettrica non integrati, stravolgendo le future dinamiche concorrenziali legate alla liberalizzazione del mercato.
L’Antitrust spiega che la perquisizione delle sedi, e la procedura avviata nei confronti dei tre operatori, è volta alla verifica di un’eventuale natura abusiva, e la conseguente violazione dell’art. 102 Tfue. La logica deriva dal fatto che, tali condotte, si baserebbero su “vantaggi competitivi non replicabili in quanto disponibili ai soli operatori coinvolti”, considerati per legge soggetti integrati.
Ai concessionari per la vendita e distribuzione di energia elettrica, la legge riconosce l’esclusiva nella gestione del servizio di maggiore tutela nel territorio in cui opera in merito alla concessione, quindi, per ciò che concerne Enel, è il territorio nazionale, per A2A la circoscrizione di Milano, infine per Acea l’area di Roma. L’Autorità che sta accertando le possibili violazioni, sta conducendo le ispezioni nelle sedi dei tre operatori, in collaborazione con il Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza.
Le società legate ai tre maggiori operatori avrebbero pertanto adottato misure illecite, nella prospettiva prevista dal ddl concorrenza, per un superamento definitivo del servizio di maggiore tutela a prezzi controllati, spostando quindi verso il mercato libero la base di clienti servita in maggiore tutela. Si tratta di una fascia di clienti costituita da piccole e medie imprese.
Le reazioni dei tre operatori sono state quasi immediate. Enel, in un comunicato, ha reso noto di avere fiducia nell’indagine dell’Autorità garante, la quale, alla fine dei controlli, si accerterà della procedura corretta e legittima seguita fino ad ora, e che difficilmente si potranno ravvisare elementi in contrasto con l’istruttoria. E aggiunge che, ‘non solo la condotta rientra nei criteri di legittimità, ma l’Ente si è sempre adoperato per combattere proprio questo genere d’illeciti, volti a danneggiare i clienti stessi nel mercato al dettaglio di gas ed energia elettrica.’
Sembra, come sempre in questi casi, che tutti abbiano ragione. Ma evidentemente la realtà non appare con la dovuta trasparenza.
In fase di accertamento, il sospetto è che gli operatori integrati avrebbero approfittato della posizione di privilegio e dominio nel mercato per sottrarre clienti alla concorrenza, consolidando i propri introiti e la loro quota (di mercato), cercando di piazzarsi in una posizione di preminenza  attraverso le suddette strategie, in vista proprio della totale liberalizzazione del mercato dell’energia elettrica. L’Antitrust ha avviato per ciascuno operatore nel mirino, un procedimento a sé, in quanto risultano anche i più importanti fornitori di energia elettrica nel Paese.
L’istruttoria è stata avviata in seguito ad alcune segnalazioni provenienti da operatori della concorrenza, naturalmente danneggiati dai processi ritenuti illeciti volti ad attirare nuovi clienti, e ‘portare acqua al proprio mulino’, giocando d’anticipo in vista della liberalizzazione del mercato.
Un’altra segnalazione è venuta da Aiget ( Associazione Italiana di Grossisti di Energia e Trader, che si propone di promuovere la concorrenza e la trasparenza dei mercati energetici), che lancia l’accusa agli operatori principali di trarre vantaggio e approfittare del fatto d’essere allo stesso tempo distributori di energia e gestori commerciali, ossia addetti alla vendita.
La liberalizzazione del mercato però, secondo le comunicazione al riguardo del Governo, non sembra così imminente, sarebbe stata infatti rinviata di un anno. Il ritardo potrebbe essere attribuito all’intervento dell’Autorità dell’Energia, la quale ha messo in rilievo il fatto che i consumatori non sono ancora stati messi al corrente delle regole sul mercato dell’energia, e dunque, il tutelato, risulta essere ancora il più sicuro e vantaggioso, rispetto  a quello libero.
Ognuna  delle tre utility (Enel A2A e Acea), ha avuto il suo molosso sul fianco, in queste segnalazioni.
Edison ha lanciato i suoi tuoni contro A2A, che controlla il mercato nell’area Milano Brescia. Secondo l’Antitrust, dalle denunce emerge che A2A, (in qualità di gruppo dominante, perché integrato) abbia adottato condotte non conformi nell’area di competenza, verso famiglie e piccole imprese, che hanno allacci di bassa tensione, ossia strategie commerciali non replicabili, volti a ostacolare e danneggiare i propri concorrenti nello stesso ambito, ma non integrati (qual è Edison attualmente).
Enel è stata chiamata in causa dal gruppo Green Network, che opera ovviamente nel mercato non integrato, ed ha all’attivo un buon fatturato. L’oggetto della denuncia è più o meno affine, ossia l’accusa di avere tentato di sottrarre clienti passati a Green, con strategie di concorrenza sleale, di carattere denigratorio, volte a scoraggiare il cliente, con informazioni non corrispondenti al vero, quali l’insinuazione del dubbio sulla qualità dei servizi e perfino la prospettiva di un imminente fallimento della società concorrente.
Enel smentisce, nonostante, siano state prodotte telefonate registrate di clienti, come prova della campagna posta in essere col fine di danneggiare l’operatore concorrente.
Aiget che lanciato i suoi strali anche contro Acea, le motivazioni non si discostano, sostanzialmente, da quelle rilevate nei confronti degli altri due operatori integrati, ossia Enel e A2A, c’è sempre la tendenza ad alzare muri verso un regime oligarchico di privilegio, e ad eliminare gli operatori fuori ‘dal giro’, spingendoli fuori dal mercato.
Sarà l’Authority,  alla fine dell’istruttoria e l’analisi delle varie denunce, a trarre le conclusioni e a pronunciarsi sull’esito dell’indagine.
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