DI GIANFRANCO MICALI

Ogni volta che in tv appare Flavio Briatore ed esprime senza pudore le sue idee economico-sociali sopravviene una gran nostalgia dell’antico “Sciur padrun da li béli braghi bianchi”, al quale si poteva almeno cantare “fora li palanchi, fora li palanchi”.
Uno che guadagnava tanto, ma almeno non lo nascondeva dietro scopi filantropici, e le sue dipendenti che invocavano salari adeguati. Il conflitto allora era chiaro. Oggi, sulle orme del “choosy-schizzinosi” affibbiato ai giovani dalla Fornero, lui dice che i giovani italiani sono disoccupati perché non vanno via all’estero e vogliono mangiare spaghetti accanto alla mamma.
Sarò franco, io non me la prendo con Briatore, di cui si conoscono bene opere (Apprentice), filosofia e pensieri prediletti: “Sei fuori !”.
No, io ce l’ho con Formigli, che è un bravo giornalista( e nella stessa serata di “Piazza pulita” ci ha regalato un’interessante inchiesta su Ryanair), ma ha di queste bizzarre e vezzose propensioni, alla “Di tutto, di più”. E meno male che in studio c’era il sociologo Domenico De Masi che si divertiva( e ci divertiva) a chiosare le sue colte citazioni con la frase ironica : “Questo autore che Briatore avrà certamente letto, diceva…”. E l’imprenditore di Cuneo ogni volta annuiva.

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