DI FABIO BALDASSARRI
La vicenda Boschi mi sembra che si commenti da sola e, difatti, de Bortoli di fronte allo sdegno della sottosegretaria alla presidenza del consiglio, tranquillo come al solito ha dichiarato in una intervista a Il Fatto Quotidiano: «Mi quereli. Sono abituato a difendere quello che scrivo».
L’infuriata Boschi dovrebbe dimettersi non per la proposta di acquisto della Banca Etruria all’ex a.d. di Unicredit  Ghizzoni, quanto per la bocciatura della riforma a lei intestata nel referendum e, in ipotesi, per la menzogna pronunciata quando dichiarò di non essersi mai occupata della banca di cui suo padre era vice-presidente.
Con riferimento al libro aggiungerei che ciò che a noi interessa di più, in questo momento, è l’attenzione a quei ‘poteri forti (o quasi)’ di cui l’informatissimo de Bortoli, che come sappiamo a lungo li ha frequentati, scrive portando particolare attenzione alle debolezze del sistema creditizio nazionale.
Riguardo a quest’aspetto, aggiungerei che è meglio leggerlo nel suo insieme, il libro, perchè (essendone autore non certo un bolscevico esagitato – scusate se rido – ma un giornalista sobrio e misurato), potrebbe preludere a qualcosa di più degli effetti polemici dovuti a una singola voce dal sen sfuggita.
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