DI NELLO BALZANO
Ieri sera durante la trasmissione “Piazza pulita” su la7 è emerso, secondo me, uno dei tanti problemi sul perché molte attività italiane non riescono ad entrare in competizione nel sistema della globalizzazione e liberalizzazione selvaggia.
ALITALIA ha avuto un enorme danno dai manager che non hanno saputo rispondere a servizi alquanto scadenti forniti da alcune compagnie estere, con una risposta qualitativa all’altezza della situazione al pari di compagnie europee (vedi Lufthansa), che hanno costi gestionali superiori a quelli dell’ex compagnia di bandiera.
Poi c’è il sacrosanto diritto dei lavoratori di un maggior rispetto delle norme di sicurezza ed adeguato riscontro economico in termini salariali.
Com’è emerso nell’inchiesta del talk show, Ryanair non offre le minime tutela a garanzia di un lavoro sicuro e riconosciuto come si dovrebbe, non applica le regole vigenti sul nostro territorio, addirittura vincola i dipendenti a ricatti incredibili, quali il non aderire a sindacati, obbligo di un corso a pagamento per i futuri dipendenti dal costo esorbitante, premi ai piloti se riescono a risparmiare carburante con metodologie alquanto discutibili in termini di sicurezza, come si è visto per i 3 velivoli costretti a cambiare rotta per il maltempo, chiedere poi di atterrare in un aeroporto diverso dalla destinazione, per la mancanza di carburante; senza sottovalutare gli incentivi agli assistenti di volo costretti per vedere un aumento dello stipendio, a trasformarsi in petulanti venditori di prodotti durante il volo.
A tutto ciò non si risponde con l’imitazione di questi metodi, che non sarebbe comunque sufficiente visti i contributi delle regioni per rendere attivi aeroporti costruiti negli anni solo per favori politici, ma nei fatti superflui, senza contare i benefici fiscali derivanti dal tenere la sede in Irlanda dove le agevolazioni non si contano.
Ma non vorrei nemmeno nascondere che anche i viaggiatori attratti dai forti risparmi, indirettamente favoriscono condotte fortemente discutibili, spesso utenti che nella vita di tutti i giorni attraversano difficoltà lavorative ed economiche, che cercano in quei rari momenti di vacanza di risparmiare su un mezzo di trasporto, se si apllicasse un minimo di ragionamento, si capirebbe che biglietti così economici non possono derivare da particolari attitudini manageriali, ma dietro c’è sempre qualcosa che non va.
In poche parole, lo stesso fenomeno che si verifica in acquisti di prodotti ove si utilizza ad esempio la manodopera minorile o lo sfruttamento di persone al limite dello schiavismo.
Insomma, il cane che si morde la coda.
Quindi meno prodotti, ma più qualità, meno viaggi in aereo, ma più comodità, soprattutto più solidarietà tra lavoratori italiani, se vogliamo far ripartire un circolo virtuoso per l’economia, la nostra storia nel mondo del lavoro è questa, rispetto per le persone e regole.
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