DI UMBERTO SINISCALCHI

Il 14 gennaio aveva compiuto 68 anni. Se n’è andato in poco tempo, ha fatto sapere la figlia Germana. Oliviero Beha é stato per sempre un giornalista “contro”. Contro tutti, a cominciare dal sistema.

Fiorentino, due lauree (Lettere e Giurisprudenza), Beha ha mosso i primi passi a “La Nazione” per poi approdare alla redazione sportiva di “Repubblica”.
Volto noto in TV già all’inizio degli anni Ottanta (famose le sue partecipazioni al “Processo” di Biscardi), Beha si giocò il posto da inviato denunciando una presunta combine tra Italia e Camerun ai mondiali dell’82.
Fu querelato, ma nessuno ha saputo mai la verità. Lui ha lasciato il posto e si è reinventato una carriera scrivendo prima per quotidiani e settimanali, poi tornando in TV e infine approdando alla radio. La sua “RadioZorro” é stata una trasmissione seguitissima, dove Beha interveniva per risolvere casi di malagestione della cosa pubblica, senza alcuna paura, come sempre, di attaccare questo o quel politici.
D’improvviso il male, pochi mesi e la fine.Beha lascia la moglie, tre figlie e un gran vuoto in chi ama ancora il giornalismo “garibaldino”, che non guarda in faccia nessuno. Ma cerca solo la verità

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