DI GIANFRANCO MICALI

Alla fine il Signor Seciseibattiuncolpo, alias Matteo Renzi, non ha restitito e si è rifatto vivo alla sua maniera. Da aspirante “maschio alfa” che difende Mariaele, il più significante petalino del suo Giglio magico con la solita uscita bullesca, una di quelle che ognuno di noi ha conosciuto a scuola. C’era il tizio che dava fastidio a tutti e poi, se qualcuno narrava la realtà, alzava la mano per dire: “Signora maestra, il tizio ce l’ha con me…”. Bè, a questo ci siamo così abituati che, per motivi nostalgici, ci procura persino una ruvida tenerezza. Ma quel che risulta insopportabile è il veder accusare un integro professionista come De Bortoli di aver narrato nel suo libro un episodio (la Boschi che si sarebbe rivolta al grande capo di Unicredit per salvare la Banca del padre), perché gli era stato rifiutato un posto da membro nel Consiglio di amministrazione Rai.
Ciò appare , oltre che fuorviante,doppiamente grave.
1) E’ un falso, non solo perché De Bortoli in passato disse due volte di no a chi lo voleva addirittura presidente Rai, ma soprattutto perché oggi come oggi quello di membro nel Cda RAI è un compito quasi onorifico(alcuni membri neppure ricevono un compenso) e di poca rilevanza, visto che lì chi comanda è il direttore generale.
2)Un simile attacco sottolinea, se ancora ce n’era bisogno, l’unica visione politica e morale fissa nella mente dell’ex premier: dietro a qualunque azione non può esserci altro che una ripicca per ragioni di interesse e di lotta di potere.
No, caro Matteo, smetti di specchiarti, e considera che esistono anche galantuomini e giornalisti dalla schiena diritta come Ferruccio De Bortoli.
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