DI MARCO ERCOLI

Presenti al meeting le delegazioni dei ministri delle Finanze e i governatori delle banche centrali di sette Paesi (Italia, Francia, Gran Bretagna, Germania, Canada, Stati Uniti e Giappone) oltre al Commissario europeo per gli Affari Economici e Monetari Pierre Moscovici, il Presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem, il Presidente della BCE Mario Draghi e i vertici di FMI, OCSE e Banca Mondiale. «Non si parla più di austerità in Europa, si parla di crescita, di investimenti e occupazione e l’Italia ha parecchi meriti per aver cambiato l’agenda dell’Europa». Lo ha detto il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan al termine dei lavori del G7 dei ministri delle Finanze. Nel comunicato finale del G7 dei ministri delle finanze compare una richiesta esplicita all’Ocse di elaborare proposte concrete, ‘policy options’, sulla tassazione dell’economia digitale, nel rapporto che la task force deve presentare a marzo. Al termine dei lavori di Bari è stata diffusa una dichiarazione congiunta sulle disuguaglianze, una seconda dichiarazione specifica sul “tax crime” e un rapporto sui money transfer, tra i principali strumenti a rischio sul fronte del finanziamento al terrorismo internazionale. I ministri e governatori del G7 hanno discusso anche delle strategie per coordinare la lotta al cyber crimine che, statistiche alla mano, è sempre più esteso. L’eliminazione delle barriere e la definizione di standard condivisi permetteranno di mettere a punto efficaci “penetration test” per verificare la robustezza delle difese informatiche, evitando in futuro bug (buchi di sistema) come quello che ha permesso a Wannacry di mettere in ginocchio la sicurezza di dati sensibili di 70 Paesi, Italia compresa.
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