1. DI VALERIA CALICCHIO
  2. Nel 2007 ero con dei miei amici a Milano a fare uno dei tanti stage per diventare giornalisti. Una di noi finì al Sole24Ore, diretto allora da Ferruccio De Bortoli. Tra tutti​ fu l’unica che ebbe la mensa gratis: il direttore si tagliò lo stipendio per garantire a tutti gli stagisti del suo giornale almeno il pranzo, in mancanza di un compenso. Questo ci fece capire già allora di che pasta era fatto l’uomo De Bortoli (prima che il giornalista). Nell’introduzione del suo nuovo libro scrive queste parole: “Oggi ci sono tanti colleghi, bravi giornalisti, che scrivono per passione, remunerati con cifre insultanti o anche senza essere pagati. Giovani che sono editori di se stessi, volenterosi donatori di notizie e inchieste, animati da entusiasmo, idealità e spirito civico (…). Non mi piace l’Ordine dei giornalisti, così com’è è inutile. Ma trovo desolante questa proletarizzazione insulsa della professione, quest’epica dell’universalità della rete che trasforma i redattori in minatori del web”. Leggerò il resto con calma, sperando di trovare qualcosa del giornalismo “com’era e come dovrebbe essere”. Intanto grazie ancora Direttore, a volte bastano anche poche righe.
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