1. DI CORRADO GIUSTINIANI
  2. https://alganews.wordpress.com/
  3. Sono passati due giorni, ma lo sbalordimento resta. Siamo alla classifica degli stupri. Decretare un’aggravante morale, come ha fatto Debora Serracchiani, per un profugo ospite del nostro paese (nel caso, un siriano violentatore a Trieste) è altrettanto folle come lo sarebbe concedergli un’attenuante: perché viene da un lungo viaggio, perché non faceva sesso da molto tempo eccetera. Chi stupra compie un atto bestiale. Punto. Altrimenti la stessa aggravante dovrebbe valere per un omicidio, per una rapina, per un furto. “Chi ti ha svaligiato la casa?” “La polizia ha scoperto che erano due di Caserta”. “Ah beh, consolati con questo: era peggio se fossero stati due albanesi”.
  4. Ora, se una sciocchezza del genere l’avessimo sentita al bar, al momento dello Spritz, pazienza. Ma a parlare di “atto odioso e schifoso sempre, ma che risulta socialmente e moralmente ancor più inaccettabile quando è compiuto da chi chiede e ottiene accoglienza nel nostro paese” è stato il presidente della Regione Friuli, nonché in passato vicesegretario del Pd, che per giunta ieri non ha fatto ammenda, ma ha tenuto il punto.
  5. Sono dunque questi i valori civili del Partito Democratico? E se non sono questi, perché mai non è venuta ancora una netta presa di distanze da parte dei massimi livelli del partito, dove peraltro si usa twittare o postare su FB ad ogni spiffero di vento? Più in generale, che speranze ha questo paese, se ha una classe dirigente politica così incolta, così retriva, tra ministri periti agrari che incitano i giovani a giocare a calcetto e a non mandare curriculum, e ministre che scopiazzano la tesi di dottorato?
  6. Ultima nota. Non mi interessa il dibattito che infuria su FB se la Serracchiani sia razzista o no. Ribadisco quello che penso: la sua è una presa di posizione stupida e incivile. Ma è anche vero che alcune settimane fa, alla direzione del Pd, ha rimesso in discussione quel disegno di legge sulla cittadinanza approvato dalla Camera nell’ottobre del 2015 con il voto positivo del partito democratico e da allora bloccato al Senato. Un ddl che va incontro ad almeno 800 mila ragazzi nati nel nostro paese non da stranieri di passaggio, ma da immigrati con tanto di permesso permanente, che si può richiedere soltanto dopo cinque anni di soggiorno regolare, o che si conquistano la cittadinanza con un ciclo di studi. Ragazzi che parlano solo l’italiano, che vanno nelle nostre scuole, che tifano per una squadra italiana. Razzista no. Ma xenofoba?
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