DI ROBERTO SCHENA
Sempre più persone denunciano di essere vittime di fake, scherzi di pessimo gusto e calunnie tramite social network. Anche FB abbiamo visto che è uno strumento ben congegnato, meraviglioso, ma che può diventare pericolosissimo, micidiale, in mano a cattivi soggetti. Basta che due o tre persone decidano di farti fuori e se studiano bene il modo, tu sei distrutto per sempre. E’ successo molte volte, non è solo questione di bullismo di minorenni o di giovinastri idioti. FB, come qualsiasi altro social network, ha un risvolto secondario non sufficientemente controllato dai responsabili della multinazionale (perché di questo si tratta), troppo spesso dicono di non poterci fare nulla.
In realtà è una mera questione di costi, occorre più personale addetto ai controlli e deve essere sempre personale qualificato, la cui funzione non può essere meramente impiegatizia. Va pagato bene perché esperto di legge e in grado di indagare, di risalire e attribuire colpe. Non può fare tutto la polizia postale.
La legge sulla diffamazione già prevede che il mezzo di diffusione sia considerato parte del problema e stabilisce che ne debba rispondere in sede legale. Ma coi social network non succede mai, ci si accanisce solo con le testate giornalistiche (il che coi tempi che corrono non è detto sia un male).
Io penso che obbligare per legge a pagare una tassa di iscrizione, pubblica o privata, a un social network, fosse anche di soli 10 Euro l’anno, sia il modo migliore per contrastare il fenomeno. Se non altro evita che molti deleteri imbecilli si costruiscano più di un profilo anonimo (c’è chi ne ha 7 o 8) con cui compiere le loro malefatte, consentendo di ovviare alle difficoltà di risalire immediatamente ai colpevoli.
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