DI PAOLO DI MIZIO

Oliviero Beha. Aveva 68 anni. Era un giornalista famoso e soprattutto atipico, perché aveva la schiena diritta. Preferiva spezzarsi invece di piegarsi. Carattere spigoloso anche nella vita, sapeva essere estremamente affabile ma anche imprevedibilmente aspro. Era una persona di grandissima cultura, anche questa una caratteristica atipica oggi. Scrittore, saggista, conduttore televisivo, conduttore radiofonico, aveva spaziato attraverso tutte le declinazioni della professione.
Non siamo mai stati amici intimi, ma cordialmente colleghi e quasi amici sì, e ogni tanto ci vedevamo. Ricordo una cena a Viale Trieste a Roma (si parlava di politica e lui se ne uscì con alcune molto dotte citazioni in latino); ricordo un convegno sindacale al Teatro Capranica in una delle tante fasi difficili della nostra professione; ricordo i tre giorni spesi assieme a Foggia a un evento letterario cui fummo chiamati a presentare i nostri libri.
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