DI ROBERTO SCHENA
Petizione popolare promossa dai residenti per ridurre il caos dei Navigli. Ho firmato (anche se non c’è una data in tutta la pagina della petizione), ma ormai non c’è nulla da fare, i navigli sono diventati un porcaio volgare e chiassoso di cui i milanesi sono entusiasti e gli amministratori perfino orgogliosi, in omaggio al peggiore consumismo popolare. E i media dietro a magnificare una male organizzata movida , brutta e costosa , che non dà nulla, non insegna nulla, non educa, anzi diseduca e basta.
Il problema da risolvere è creare spazi per la movida milanese, i milanesi hanno bisogno di ritrovarsi in posti decenti la sera, ed è giusto, sacrosanto direi. Di fatto fu espulsa dal centro storico (Brera, via Torino, V. Emanuele, S. Stefano, Cairoli-Castello, dove tra l’altro erano concentrati cinema e teatri), che una volta aveva e poteva permettersi di assobire questa funzione. La città ha finito invece per gravare sui navigli, l’unica area che si prestava, sebbene tradizionalmente fosse considerato dai milanesi luogo alternativo, essenzialmente artistico. Negli anni 60 e 70 non erano tanti a capire i navigli. Il risultato è che il centro storico si sta impoverendo commercialmente, alcune aree come piazza Diaz e via LArga si stanno perfino svuotando di negozi. Altri punti dedicati alla movida sono le Colonne di San Lorenzo e corso Como. Troppo pochi, Milano sconta l’eccessiva cementificazione, la distruzione del patrimonio edilizio nato nelle varie epoche.
Vanno individuate altre aree dove espandere e distribuire la movida, tenendo presente che per metà dei frequentatori della Darsena e navigli stare lì o in un centro commerciale non cambia molto. Anzi, forse preferiscono il secondo.
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