Di VANNI PUZZOLO

Beffa nel finale per i bergamaschi, raggiunti all’88’ ma comunque certi, come minimo, del sesto posto.
Finisce 1-1 tra Atalanta e Milan con i bergamaschi beffati nel finale ma certi di un posto in Europa League.
Nerazzurri avanti al 44′ con Conti, abile a sfruttare un’incertezza di Donnarumma. All’88’ Deulofeu, complice una deviazione di Masiello, e comunque in leggero off-sode di rientro, trova il gol del pareggio che consente ai rossoneri di restare al sesto posto, a +1 sulla Fiorentina.
La Dea è beffata ma può comunque festeggiare: i nerazzurri hanno a lungo assaporato il colpaccio che avrebbe consentito di blindare il quinton posto e avere la certezza di chiudere il campionato davanti a Milan, Inter e Fiorentina.
Ma i rossoneri hanno nella capacità di soffrire e resuscitare nel finale la loro vera arma: è un gol di Deulofue all’88’, con la sfortunata deviazione di Masiello, a inchiodare il risultato su un pareggio che, tutto sommato, accontenta entrambe: l’Atalanta è sicura di tornare in Europa a distanza di 26 anni. Montella, che era stato agganciato dalla Fiorentina,vittoriosa con la Lazio nel primo anticipo della giornata , mantiene un punto di vantaggio che consente ai suoi, a due giornate dal termine, di essere padroni del proprio destino.
L’Atalanta gioca meglio, il Milan non muore mai e alla fine colpisce.
Lo spareggio per l’Europa mette di fronte due mondi opposti. Da un lato le certezze di Gasperini: fresco di rinnovo, e i tanti ex, Petagna, Cristante, Paloschi, entrato nel finale, e anche il desiderato e conteso, probabile, futuro rossonero Kessie’.
Dall’altro c’è un Montella, confermato spesso a parole dalla società ma consapevole dell’instabilità della sua panchina, che inventa un modulo totalmente inedito con la difesa a 3, Kucka e De Sciglio esterni con il compito di arretrare, il ritorno di Montolivo in mezzo al campo a sette mesi dall’infortunio e l’ennesima panchina per Bacca, a cui viene preferito Lapadula, alla quarta di fila da titolare, in coppia con Deulofeu.
Non prenderle, reggere il più possibile e provare a ripartire: con questa filosofia il Milan tiene per buona parte di un primo tempo avaro di occasioni da gol ma ricco di intensità. L’Atalanta cerca le sue trame rapide, i rossoneri tengono alta la linea di difesa e cercano di stare corti e compatti per chiudersi meglio.
La squadra di Gasp fatica a trovare i cambi di gioco e gli inserimenti abituali anche se tutti gli elementi si muovono tantissimo e quando portano il pressing alto, il palleggio degli avversari diventa chiaramente difficoltoso.
A premere sono soprattutto i padroni di casa che vincono praticamente tutti i duelli: Kessiè sovrasta Pasalic, Cristante frena Montolivo, Conti fa sbandare De Sciglio, Gomez fa girare la testa all’omonimo rossonero e Spinazzola insidia Kucka.
La squadra di Montella, che cerca troppo poco il suo ritrovato leader Montolivo, ha la capacità di “soffrire con ordine” grazie soprattutto a un Romagnoli precisissimo sulla sinistra: e infatti è a destra che l’Atalanta tenta il più delle volte di sfondare. E ci riesce sul finire della frazione grazie a una delle solite scorribande di Spinazzola che mette in mezzo un pallone su cui Donnarumma sembra mettere le mani senza problemi: ma Gigione pasticcia e Conti è un falco nel realizzare il tap-in e insaccare da due passi.
Il vantaggio nerazzurro è meritato perché ogni volta che prova a premere la banda Gasperini ti dà la costante sensazione di mettere l’avversario alle corde.
Se qualcuno si aspetta un calo della Dea è pregato di ripassare: gli uomini vestiti di nerazzurro corrono e si trovano ovunque con facilità disarmante.
Le giocate di Gomez e Kessiè (oltre a Cristante uomo a tutto campo) rendono facile la supremazia di una squadra che fisicamente domina, complice anche l’entusiasmo e la storicità del momento.
Freuler è in versione bodyguard e non lascia a Suso nemmeno lo spazio per allacciarsi le scarpe, stesso preziosissimo lavoro lo fa Cristante su Montolivo.
E al Milan non restano molti altri punti luce per provare a illuminare e creare.
Poi, un po’ per le leggi della fisica e un po’ per quelle non scritte del calcio, ( gol sbagliato, gol preso) succede che l’Atalanta sbaglia il raddoppio e. si abbassa e il Milan inizia a prendere campo.
Ma siccome il calcio non ha regole nè spiegazioni, il milan trova nel finale un pari tanto utile quanto insperato. E nell’illogicità di una gara sofferta e con poche occasioni, il Milan ha la sua logica certezza: questa squadra non molla mai.
Soffre, lotta, arranca ma alla fine, il gol lo trova.
Sesto posto strappato con le unghie dopo il momentaneo aggancio della Fiorentina.
La Dea beffata fa comunque festa: per mettere al sicuro il quinto posto c’è tempo. Ora Gomez e i suoi fratelli meritano di godersi l’Europa ritrovata.
L’Europa che sorride ai nerazzurri dopo 26 anni.
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