1. DI LOREDANA LIPPERINI
  2. https://alganews.wordpress.com/
  3. La ragazza che siede alla cassa dell’alimentari sotto casa, per esempio. La conosci da quando era piccola, è carina e allegra. Mentre sei in fila, con l’affanno di fine giornata, per pagare le quattro cose per la cena, la senti discutere con una cliente (dura e affilata, la cliente) che protesta perché si può “sparare solo di sera”, e la ragazza dice “certo, se ti entrano in casa di giorno, questi, cosa fai?”. E tu ovviamente, al tuo turno, le chiedi se davvero ha una pistola e se la userebbe. E lei ti dice siamo stanchi. E tu le dici di cosa, in nome del cielo, sei stanca. E lei dice, è così, siamo stanchi e siamo arrabbiati. E tu la guardi, le dici che non avevi immaginato un mondo del genere, e che di pistole ne hai viste anche troppe, quando avevi la sua età, e per la miseria ti senti impotente, perché lei ti guarda come se fossi pazza, se non capissi. No, non capisco. Non riesco a capire. Siamo poveri? Lo siamo sempre stati, anche quando Craxi diceva orgoglioso che eravamo la settima potenza mondiale, e si sapeva benissimo che così non era. E’ che non sopportiamo semmai più di vederla, la povertà vera, e ci sembra il bersaglio più semplice
  4. Piccolo corollario allo status di ieri. Alcuni hanno commentato dicendo che siamo effettivamente più poveri, e dunque la povertà giustifica, se non capisco male, la paura, e magari la pistola. Dissento in parte e mi spiego.
    Abitonellostessoquartieredescrittooggi su Repubblica da Mario Desiati, quello, scrive, dove gli autobus riversanoognimattinacentinaia di persone di ogni lingua e paese che prendono la metropolitana, e per giunta ho abitato quasi dieci anni proprio a Centocelle. Posso serenamente dire che il problema non è tanto la povertà nostra, ma la nostra quotidiana corruzione di cui abbiamo fatto sistema, e che vediamo solo nella “Casta” ma non in noi stessi.
    Fatemi capire.
    I rom e i mendicanti sono un problema e il giro di slot e di sale di gioco d’azzardo nel mio quartiere non lo sono?
    I rom e i mendicanti sono un problema e quelli che quasi alla luce del sole si strafanno di cocaina e la spacciano non lo sono?
    I rom e i mendicanti sono un problema e quelli che hanno aperto attività commerciali abusive su terreni occupati e con il tempo e la compiacenza hanno sanato tutto non lo sono?
    I rom e i mendicanti sono un problema e i professionisti che nelle assemblee di condominio spingono le ditte amiche a fare lavori per pigliarci su la mazzetta non lo sono?
    I rom e i mendicanti sono un problema e quelli che vogliono sparare e guadagnano, posso assicurare, molto più di me ma con le tasse hanno un rapporto più, come dire, allegrotto, non lo sono?
    I rom e i mendicanti sono un problema quando infrangono la legge, certo: ma anche i su-elencati, italianissimi, lo sono, eccome.
    Solo che non li vediamo, i problemi nostri.
    Vediamo la povertà estrema, perché nessuno dei su-indicati fruga nei cassonetti alle sette e mezza, quando io mi mischio alle persone di tante lingue per prendere la metro. E la condanniamo e vogliamo diventare il Biondo di Sergio Leone. E non la nostra corruzione.
  5. Quello che ci indigna sono, semmai, i rompiscatole che hanno meno soldi e, magari, come capita a me e quelli come me, più parole da usare, perché i propri genitori li hanno fatti studiare, ai tempi, e che in automatico diventano privilegiati. Quando quel privilegio, fatto, ripeto, di parole e non di patrimonio, è frutto della fatica e dei sacrifici di una generazione fa. E diamine, stradiamine, davvero.
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