1. DI MARIA PIA DE NOIA
  2. La toppa di Serracchiani è peggio del buco. Conferma che le sue non sono parole dette male ma un pensiero radicato, un modo di vedere consapevole: lo straniero è sempre l’altro, il bisognoso di, prigioniero di un eterno stato di dipendenza e riconoscenza verso chi “concede” aiuto ai suoi bisogni.
  3. Una visione che distorce il concetto di accoglienza che è un dovere non una concessione benevola e perfino ricattatoria. Tenderere la mano aperta per stringere un’altra mano, non per trasformarla in uncino diceva uno che dell’accoglienza era maestro.
    Una visione che sorvola sulle enne volte che quel patto di accoglienza viene tradito da chi sta dall’altra parte, ogni volta che uno straniero viene insultato, sottopagato, maltrattato, segregato perché straniero.
  4. Una visione che esclude a priori che gli altri siamo noi. Perché siamo stati e continuiamo a essere stranieri ogni giorno. Immagino che all’italiana Serracchiani darebbe molto fastidio se un italiano che delinqua all’estero fosse considerato due volte colpevole.
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