DI FRANCESCO ERSPAMER

Se aprite Wikipedia trovate in alto un annuncio che vi informa che le autorità turche hanno bloccato l’enciclopedia online “ledendo il diritto di milioni di persone di accedere a informazioni storiche, culturali e scientifiche neutrali e munite di fonti verificabili”. Non ho nessuna simpatia per il tiranno turco e il suo regime ma neppure per chi continua a volerci far credere che non si possa fare nulla contro le calunnie e le fake news, che non ci sia modo di difendere il diritto della gente, appunto, a informazioni attendibili; non ho nessuna simpatia per chi magari non lo considera neppure un diritto, anteponendo la libertà (ma sarebbe meglio chiamarla licenza) alla giustizia, all’eguaglianza, alla solidarietà, alla verità.
Ci sono due tipi di censura: una che sopprime l’informazione, l’altro che la rende indistinguibile dalla menzogna. Il secondo tipo di censura è molto più pericoloso ed efficace ed è quello praticato nei paesi liberisti, ormai quasi ovunque. Vogliono farci credere che non ci sia niente da fare, che internet è incontrollabile, come del resto il libero mercato. Balle, ci vorrebbe poco per ripulire il web; basterebbero delle regole e poi delle procedure per punire chi le trasgredisca. Ovviamente ci sarebbero abusi ma lottare contro le tentazioni fascistoidi è molto più facile che lottare contro l’irresponsabilità diffusa, l’indifferenza, l’imbecillità programmatica.
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