DI VIRGINIA MURRU
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L’Istat ha pubblicato gli ‘aggiornamenti’ dell’indice nazionale dei prezzi al consumo, nel mese di aprile, per l’intera collettività (NIC). Sono state riviste le stime preliminari (al lordo di tabacchi), che salgono a 0,4% su base mensile (a marzo scorso erano +1,4%) e a +1,9% rispetto allo stesso periodo nel 2016.
E sarebbe il più alto tasso registrato da oltre quattro anni a questa parte.
Le stime preliminari precedenti si erano attestate a + 1,8% su base annua e +0,3% su base mensile. Un trend che è andato oltre il previsto, si era rilevato un incremento simile nel febbraio del 2013, mentre per il riscontro di un aumento più alto si deve risalire fino a gennaio dello stesso anno (il balzo allora era stato pari al 2.2%).
L’Istituto di Statistica conferma che l’ulteriore incremento è dipeso dalla crescita dei prezzi dei beni energetici regolamentati (+5,7%, mentre il mese precedente erano a +1,2%). Quindi aumento dell’energia elettrica (+5,4% su base annua) , del gas (+5,9%) – dei servizi riguardanti i trasporti +5,5% – (+2,5% mese precedente).
La cosiddetta “inflazione di fondo”, fa un balzo di 4 decimi di punto percentuale, considerandola al netto degli energetici e degli alimentari freschi, ossia a +1,1% da +0,7% del mese di marzo. Se invece il rapporto si considera al netto dei soli Beni energetici siamo a +1,3% (da +1,2% del mese precedente).
Se si analizza l’incremento su base mensile è necessario tenere presente che dipende in gran parte dall’aumento dei prezzi dei servizi concernenti i Trasporti (+3,3%), oltre che dai prezzi relativi ai servizi ricreativi, culturali e cura della persona (+1,2%), da sottolineare che riflettono le oscillazioni dei fattori stagionali legati alla ricorrenza pasquale e al ponte del 25 aprile. In calo risultano i prezzi degli Alimentari non lavorati (-1,0%).
L’accelerazione su base annua dei prezzi dei beni si alza di un decimo di punto percentuale (+1,8% da +1,7% del mese di marzo). Una decisa spinta in alto si registra sul tasso di crescita dei prezzi dei servizi (+1,8% da 1,0%). Sulla base di queste valutazioni, il differenziale inflazionistico tra Beni e servizi pertanto si annulla (a marzo era pari a -0,7).
L’anno in corso, in termini di indice generale, ha acquisito un’inflazione pari a +1,4% – mentre la componente di fondo è +0,7%.
Considerando come mese di riferimento sempre aprile, emerge che, a livello di aree geografiche, ovunque i prezzi seguono un trend positivo, in continua accelerazione rispetto a marzo.
Tra le città, sicuramente Bolzano conferma la tendenza a registrare un livello di prezzi più elevato (+2,6%), seguono a ruota Milano, Venezia, Trento, Genova, Firenze, Napoli e Bari, l’incremento oscilla su tutti questi grandi centri intorno al 2%.
Nell’altro versante, dove i prezzi invece invertono il trend nazionale, Potenza risulta essere la città con i prezzi più ‘freddi’ (+1,4%), ancora più giù troviamo Ancona e Bologna con l’1,2%.
 
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