DI IMMACOLATA LEONE
Dopo il lancio del missile balistico, Hwasong 12 capace di trasportare anche una testata nucleare, che ha viaggiato per 700, 800 o addirittura 1000 km fino ad inabissarsi nel Mar del Giappone, non si ferma l’arroganza malefica di Kim Young-un nei confronti degli Stati Uniti.
Anzi Kim li accusa di dispotismo nei confronti dei paesi piu “poveri” di arsenale nucleare e che non è affatto vero che i missili nucleari coreani non possono raggiungere il territorio americano.
L’arroganza lascia il posto alla spocchia e Kim ulula ai quattro venti: “I nostri missili nucleari possono colpirvi”.
Sottolineando in continuazione che la Cia, con la complicità della Corea del Sud, ha tentato di ucciderlo.
Tutti i paesi coinvolti sono in imbarazzo totale, per Trump il leader coreano è paranoico, la Corea del Sud nega il suo coinvolgimento nel presunto attentato, la Cina è preoccupatissima, il Giappone teme per la propria incolumità, e il resto del mondo assiste impotente.
Per domani è prevista una riunione urgente a porte chiuse del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, proprio per discutere e trovare una soluzione per la crisi coreana.
Il primo ministro Gentiloni, che si trova a Pechino,per il forum di cooperazione internazionale lungo l’antica via della seta, tranquillizza tutto il mondo e fa sapere che al prossimo G7 di Taormina si impegnerà a trovare una soluzione sulla crisi coreana, puntando tutto sulla diplomazia e l’amicizia.
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