DI UMBERTO SINISCALCHI

Sembrerà un paradosso, ma non è così. Dopo la sentenza di pochi giorni fa, di senso contrario, oggi la prima Sezione Civile della Cassazione ha stabilito che Silvio Berlusconi dovrà continuare a pagare due milioni al mese all’ex moglie, Veronica Lario.
Una guerra infinita tra i due, che da anni si combatte nelle aule giudiziarie. Al momento della separazione, il Tribunale di Milano fissò in tre milioni al mese l’appannaggio a favore della Lario, poi ridotti a due in Appello. Oggi la conferma dei Supremi giudici, che non prendono in considerazione il divorzio, come nel caso dell’ex ministro Grilli, ma la separazione.
“Silvio Berlusconi è uno degli uomini più ricchi del mondo”, si legge nella sentenza, “ed è rilevante la disparità dei suoi redditi rispetto a quelli della consorte”. Per la Cassazione, la separazione “non elide la permanenza del vincolo coniugale e il dovere di assistenza, garantendo il precedente tenore di vita”.
La Suprema Corte ha preso in considerazione le dichiarazioni dei redditi di Berlusconi e dell’ex moglie e nella sentenza fa un diretto riferimento al caso dell’ex ministro Vittorio Grilli, che ha escluso il mantenimento del precedente tenore di vita, sostenendo che “il parametro di riferimento sia l’indipendenza e l’autosufficienza economica” della ex moglie. Secondo la Cassazione, al contrario dell’ex moglie di Grilli, Veronica Degrenel la Lario è “incapace di produrre reddito sulla base dell’attività di attrice”. Ecco spiegato perchè, al momento della separazione, Berlusconi doveva pagare. E tanto. Ma non finirà qui. La battaglia si sposta sul fronte del divorzio. La guerra continua.
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