DI MARIA ANTONIETTA NOCITRA

Palermitano, formatosi alla Scuola di Teatro di Siracusa. Nel 2010 vince il premio della critica ANCT per lo spettacolo “Mille bolle blu” di Salvatore Rizzo. Recita in televisione ne Il commissario Montalbano e Squadra Antimafia Palermo oggi 2. Al cinema in Nuovomondo e Terraferma di Crialese, Convitto Falcone di Pasquale Scimeca, La Matassa di Ficarra e Picone, Salvo di Piazza e Grassadonia La trattativa della Guzzanti, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia, Lo scambio di Salvo Cuccia. Il 18 maggio viene presentato come film di apertura della “Semain de Critique” del Festival di Cannes ed in contemporanea esce nelle sale “Sicilian Ghost Story” di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza, già vincitori nel 2013 del premio della critica del Festival di Cannes (il Grand Prix e il Prix Révélation) per “Salvo”. Filippo Luna è nel cast..
1) “Sicilian Ghost Story” è il primo film italiano nella storia del Festival del Cinema di Cannes ad aprire la “Semain del la Critique”. Questo evento ti ha fatto ripensare ai tuoi esordi nel cinema?
– E’ un momento molto emozionante. Tutta la troupe è felice di questo primato e per questo onore. Io poi lo sono doppiamente, essendo stato anche l’acting coach del gruppo dei ragazzi esordienti. Parto mercoledì per Cannes con un carico emotivo gigantesco. Tutto ciò amplificato da fatto che, per volere dei registi, vedrò il film per la prima volta al festival. Se ripenso al 2006 quando il regista Crialese mi propose di recitare in un film stento a crederci. Allora ero un attore di teatro. Tutto, quindi, nacque per caso. Non sapevo cosa mi aspettava. In questi anni, però, non ho mai dimenticato l’importanza delle mie origini. Anzi sono state il mio motore principale, la mia forza. Ho ricevuto una grande educazione al lavoro e al sacrificio. Mio padre faceva il contadino e quella pazienza, quel saper aspettare, quella cura nel lavoro artigianale la porto sempre con me. Certe volte, quando posso, durante il mio lavoro tolgo l’orologio dal polso. Perché per me il tempo è troppo importante per rinchiuderlo dietro la meccanicità rigida delle lancette.
2) Parlaci di “Sicilian Ghost Story”. Cosa ha colpito così tanto Tesson, delegato generale della “Semain de la critique” a volerlo come film d’apertura?
– E’ una bellissima favola d’amore nera tra due adolescenti. I due si innamorano. Ma nel giorno in cui la ragazza, Luna, decide di dichiararsi in una lettera a Giuseppe il ragazzo scompare misteriosamente. In paese tutti danno per scontata la sua scomparsa. Luna, invece, è l’unica a non credere alle chiacchiere della gente. Così decide di mettersi alla ricerca del suo amato.
3) Il tuo personaggio che ruolo ha all’interno della storia?
– E’ uno dei cattivi, degli orchi neri della favola. Fa parte dei “fantasmi” portatori di male. Un personaggio di servizio rispetto alla storia d’amore. Un ruolo che non segue il clichè del cattivo. I registi hanno voluto arricchire di sfumature inusuali i personaggi negativi. Nessuna cattiveria esibita.
4) Guardando il trailer del film si nota una cura particolare nei confronti dei suoni della natura. Il fruscio delle fronde degli alberi, lo scorrere dell’acqua, il rumore dei passi nell’erba. E’ un modo per sottolineare ancor più la dimensione fantastica del film?
– E’ una caratteristica dei registi. Il tappeto sonoro dei loro film è molto lavorato. Fabio e Antonio scrivono in maniera magistrale e le sonorità sono già molto presenti nelle sceneggiature. Le loro sceneggiature mietono premi dappertutto. Sicilian Ghost Story ha già vinto il prestigioso Sundance Institute Global Filmmaking Award., consegnatogli durante il Sundance Film Festival 2016. Robert Redford se n’è innamorato all’istante.
5) Grassadonia e Piazza avevano già avuto un grande successo per “Salvo” proprio al Festival di Cannes nel 2013. Che rapporto avete cucito attraverso la vostra collaborazione?
– Si è sviluppata una grande sintonia e fiducia. Fui scelto da loro come acting coach anche per “Salvo”. Ciò mi ha instillato molta forza. Mi hanno aiutato a sorvolare sulle mie insicurezze e fragilità. Sono due registi che fanno scelte mai banali. Sempre alla ricerca di di forme espressive potenti e nuove. Grande amore per la sperimentazione, ma quando è produttiva ed efficace.
6) In questi giorni sei anche tra i personaggi di “Maltese”, una fiction che sta avendo un grande successo. Anch’essa girata in Sicilia. C’è un filo comune con “Sicilian Ghost Story”?
– Le due storie sono molto diverse e in maniera diversa fanno “uso” della cattiveria. “Sicilian Ghost Story” è una storia d’amore inventata e la cattiveria le fa da sfondo, come in un film fantasy. “Maltese” invece si ispira a vicende realmente accadute. Molti dei suoi personaggi, compresi i “cattivi” sono delineati sulla personalità di uomini vissuti. Poi siamo di fronte a linguaggi diversi: uno cinematografico, l’altro televisivo.
Però in comune hanno, senza dubbio, la capacità di far scoprire luoghi nuovi di una terra splendida come la Sicilia. “Sicilian Ghost Story” è girata nel magico Parco dei Nebrodi. Un luogo quasi senza tempo sospeso tra boschi, ruscelli, montagne. “Maltese” si muove tra i paesaggi malinconici ma incisivi di Trapani, con lo sfondo delle isole Egadi e delle saline. Entrambi posti unici e meravigliosi e poco sfruttati dall’industria del cinema e delle fiction.
7) Dopo questo bel periodo produttivo cosa speri per il tuo futuro?
– Sono pronto ad affrontare tutto ciò che mi porterà il domani. Ed ogni cosa sarà ben accetta. Mi auguro che la galleria di personaggi che ho interpretato si arricchisca ulteriormente di nuovi percorsi e sfide per approfondire e migliorare il mio lavoro.

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