DI VINCENZO PALIOTTTI
E adesso cosa si aspettano gli “operatori ecologici” in giallo del PD? Gli applausi con la conseguente promessa di voto alle prossime elezioni? Certe dimostrazioni “propagandiste” sono assurde, inutili oltre ad essere un deja vu che ci ricorda tempi nefasti quando qualcuno impugnava un piccone per la demolizione di vecchi ruderi per fare spazio al “nuovo”, oppure quando questi si univa ai contadini che mietevano il grano giusto per accaparrarsi il consenso delle masse. E poi quale è stato all’atto pratico il risultato ottenuto? Tra qualche giorno ritornerà la “monnezza” ed il problema si ripresenterà pari, pari. E c’è pure chi guarda certe “pratiche” con compiacimento, mentre i “protagonisti” si guardano intorno compiaciuti aspettando appunto l’applauso, ed il consenso. Dimenticando, tra l’altro, che così facendo gli unici ai quali si fa torto sono gli “operatori ecologici” preposti, gli spazzini, perché prenderne il posto significa dare loro dell’incapace mentre i veri “colpevoli” restano impuniti, come se la situazione fosse solo colpa di questi. Ma già, quando mai loro si preoccupano della “plebe”? Al solito aggirano il problema evitando di affrontarlo con espedienti di distrazione anche “spettacolari” come quello messo in atto domenica scorsa. E’nei palazzi del potere dove dovrebbero cercare una soluzione cosa fanno? A Roma esiste un consiglio comunale dove lottare, opporsi e proporre se è il caso, ma si sa! Questi signori i palazzi del potere li considerano diversamente dal motivo per il quale sono nati. Sono, per loro, i luoghi dove si fanno “buoni affari”, dove si stringono amicizie, alleanze con chiunque li possa favorire ed aiutare nelle attività loro, delle loro famiglie e dei loro amici, le cronache giudiziarie sono piene di casi. Una sorta di mercato, anche di bassa lega, dove la politica è ormai stata messa alla porta per fare spazio ad altro, un posto dove l’unico obiettivo è quello di assicurarsi il potere e mantenerlo con ogni mezzo.
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